«Il segretario Cgil cerca uno spazio politico»

07/02/2002


La Stampa web






(Del 7/2/2002 Sezione: Economia Pag. 2)
�Il segretario Cgil cerca uno spazio politico�
Il centrodestra: si � candidato a guidare una sinistra allo sbando

ROMA

Confindustria e i partiti di centro-destra provano a smontare Cofferati. Fa un �uso politico del sindacato�, dice il presidente dei senatori di Forza Italia, Renato Schifani. �Sposta la Cgil dal versante sindacale a quello politico, cerca di ritagliarsi un ruolo da protagonista in una sinistra allo sbando e senza leader� aggiunge il portavoce di Alleanza Nazionale, Mario Landolfi. �La relazione di un grande leader della sinistra�, commenta Guidalberto Guidi, responsabile delle relazioni sindacali di Confindustria. Il tentativo di interpretare e relegare il segretario della Cgil sul terreno politico pu� essere comprensibile. Dopo l�accordo sul pubblico impiego, che dopo la guerriglia ha lasciato intravedere alla maggioranza di governo nuovi spazi di dialogo con il sindacato, ieri Cofferati ha gelato tutti ribadendo la proposta di uno sciopero generale. Incontrando peraltro un�accoglienza piuttosto fredda dai leader della Uil, Luigi Angeletti (�lo sciopero generale – ha replicato – serve a fare pressione, non a far cadere un governo�), e della Cisl, Savino Pezzotta, che mentre ieri Cofferati parlava dal palco di Rimini scuoteva il capo. Dopo il contratto dei colletti bianchi dello Stato, i problemi importanti da risolvere, come la riforma della previdenza e del mercato del lavoro, a partire dall�articolo 18, sono del resto ancora l�, intatti. N� quel contratto ha risolto il dibattito interno alla maggioranza di governo, dove Gianfranco Fini emerge come il �buon mediatore� (sono, pi� o meno, le parole di Berlusconi), oscurando il ministro del Welfare, Roberto Maroni, che continua a ottenere dal sindacato risposte sempre pi� seccate agli ultimatum lanciati a ripetizione. Sull�articolo 18, ad esempio, Fini ha introdotto ieri un nuovo elemento finora sconosciuto alla trattativa, la �modulazione dei tempi�. �Sarebbe grave se il governo dovesse rinunciare alla modifica dell�articolo 18 dello statuto dei lavoratori dopo la firma del contratto sul pubblico impiego. Sarebbe un vero e proprio cedimento. Ma una cosa del tutto diversa – ha detto Fini – � modulare la riforma con tempi che tengano conto del dibattito aperto nel sindacato�. �Il governo continuer� a cercare il dialogo anche con un leader contraddittorio e radicale come Cofferati, che prima firma gli accordi con il governo e poi ci chiama vampiri� ha detto il sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi, unico esponente di governo presente a Rimini. �Siamo ben disponibili a una mediazione sull�articolo 18 e l�arbitrato che sono stati i due punti pi� controversi della legge delega sul lavoro. Mediazione per� significa un punto di incontro a met� strada tra chi vuole lo stralcio e chi come noi � convinto di quel testo. Il rispetto reciproco vorrebbe una mediazione, un testo rinnovato, ma lo stralcio � improponibile perch� per noi – ha aggiunto Sacconi – vorrebbe dire la rinuncia ad una convinzione e la resa alle convinzioni altrui�. Nel frattempo Luca Volont�, capogruppo del Ccd-Cdu alla Camera, accusa i presidenti delle commissioni Bilancio e Finanze, il leghista Giancarlo Giorgetti e il repubblicano Giorgio La Malfa, di essere �sabotatori del ritrovato clima di dialogo� fra governo e sindacati. Giorgetti aveva criticato l�accordo sul pubblico impiego e proposto di estendere ai dipendenti statali l�articolo 18 sulla libert� di licenziamento. La Malfa aveva espresso dubbi sulla copertura nel bilancio delle spese necessarie per gli aumenti salariali agli statali, preannunciando l�intenzione di chiedere chiarimenti al ministro Tremonti. I loro contributi, ha detto Volont� �vanno nella direzione di far tornare il dialogo tra le parti sull’articolo 18 a prima delle vacanze natalizie. Se invece volevano affermare la centralit� del Parlamento, avrebbero dovuto proporre al governo di ritirare le deleghe e presentare dei disegni di legge. Noi saremmo stati d’accordo�. L�irritazione del Ccd-Cdu non � finita l�, perch� il biancofiore ha chiesto urgentemente a Berlusconi un vertice di chiarimento tra i leader della maggioranza. Acque agitate anche sull�altro fronte caldo, la riforma della previdenza. Il presidente dell�Inps, Massimo Paci, ha ribadito ieri in Parlamento tutte le sue perplessit� sul progetto del governo. Tabelle alla mano, ha spiegato che la delega prospetta il rischio di mancati introiti previdenziali, entro 40 anni, compresi tra 430 e 720 mila miliardi di lire, a seconda che si decida un taglio dei contributi per i nuovi assunti di 3 o 5 punti percentuali. Un buco che il contemporaneo aumento dell’aliquota contributiva dei lavoratori parasubordinati, ha detto Paci, non sarebbe assolutamente sufficiente a compensare.

Mario Sensini


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