Il secondo governo Prodi passa l’esame a pieni voti

22/05/2006
    sabato 20 maggio 2006

    Pagina 2 – Primo Piano

    Il secondo governo Prodi
    passa l’esame a pieni voti

      Il premier soddisfatto: �Siamo forti, compatti e coesi�

        Antonella Rampino

          ROMA
          �Siamo forti, compatti e coesi�. Tra gli insulti del centrodestra, Prodi raccoglie in voti la fiducia del Senato, e il senso della propria determinazione: 165 a 155, nessuna astensione. Andrea Manzella e Antonio Maccanico corrono letteralmente in Aula, spronati da Ciampi, andate andate diceva l’ex Capo dello Stato col quale si erano trattenuti, mentre era in corso l’ultima �chiama�, al ristorante di Palazzo Madama. 165 a 155, decurtando e correggendo il �s� della forzista Ombretta Colli che inopinatamente aveva preso il voto di fiducia per un nominativo appello scolastico. Un unico assente, un lombardiano della Cdl. E contando anche l’assenso di tutti e sette i senatori a vita che sfilano verso l’urna tra le urla di un centrodestra dimentico che nel 2001 il governo Berlusconi pass� proprio per i voti di tre di loro. Fischi a Ciampi, la cui riconferma al Quirinale era stata riproposta dalla stessa Cdl. Fischi ad Andreotti, che della stessa Cdl era stato il candidato alla presidenza del Senato. Prodi assiste terreo, il volto contratto dall’indignazione. Si tratta di personalit� che hanno ricoperto cariche altissime dello Stato, e onorato l’Italia, come Pininfarina e Levi Montalcini, in verit� l’unica indenne agli insulti.

            Fischi, perch� era evidente ieri il disagio, a dir poco, dell’opposizione di fronte a un Prodi fermo, e determinato. Terribilmente determinato. Il Professore s’� accomodato al posto del Presidente del Consiglio, e ha cominciato a mulinare nel vuoto i fogli del discorso che s’era preparato. No, oggi si va a braccio, oggi si reagisce con l’oratoria affinata nelle non meno turbolente Aule europee. Ed � tutto uno �scusate, ma perch� queste polemiche sul ritiro dall’Iraq, se anche il governo Berlusconi l’ha gi� annunciato per la fine del 2006?�. Non siamo in guerra, gli urla il forzista Asciutti. Prodi prova a non raccogliere. Scusate, �ma sul terrorismo non accettiamo lezioni da nessuno�, l’Italia � impegnata in molte importanti missioni internazionali, �ma che riconoscimento ha avuto da quella in Iraq?�. Ancora Asciutti: �Non siamo in guerra!�. No, ribatte Prodi, il punto �� che l’Italia � stata esclusa dall’arbitraggio dei problemi dell’Iran, Paese in cui tuttora abbiamo interessi economici�, il fatto � che �l’Italia ha perduto il suo ruolo internazionale�.

              Politica europea forte, politica Mediterranea, dice Prodi. La gazzarra si placa, e l’aria resta sospesa quando esclama �Barcellona non basta!�. Risate della Cdl, gente che si d� di gomito: Barcellona? Prodi si riferisce alla Conferenza d’avvio, nel ‘95, di una politica per avvicinare le due sponde, l’Europa e la magrebina. Pazienza, avanti: �Il nostro programma � tutto orientato alla crescita�, ma certo bisogna �applicare il modello Maastricht anche all’interno�. Tagli della spesa pubblica, insomma. Una pausa, mentre affonda nell’aria la mano destra come un coltello, per incidere �profondamente sull’etica, c’� una crisi gravissima, che allontana anche gli investimenti esteri�. E voi mi dite che ho parlato solo di calcio? Schiamazzi, chiacchiericcio: interviene una prima volta Marini. �Non si preoccupi signor presidente, finora le interruzioni sono state anche inferiori alla media�, fa Prodi sarcastico. I fogli riprendono a roteare: �Si � parlato di mia vaghezza sulla giustizia: alla fine dei miei 5 anni di governo avremo dimezzato le cause pendenti, la lunghezza dei procedimenti � un ostacolo allo sviluppo economico�. Il peggio deve ancora arrivare. No, �noi non taglieremo i nastri delle infrastrutture che avete cominciato voi�. No, �noi non inizieremo opere pubbliche per le quali non vi sono soldi, non � serio mettere in cantiere opere pubbliche per cinque volte le risorse disponibili�. L’aula esplode di schiamazzi. �Se i senatori hanno terminato le loro giovanili intemperanze, io proseguirei…�. Qui � Marini che bacchetta Prodi, �la parola intemperanza riferita al Senato non mi piace�. Per� � anche vero �che il Senato non se la deve meritare�. Altro punto su cui il dibattito ha colpito Prodi: la Sicilia. �Anche Palermo pu� diventare un grande punto di riferimento�. Altri schiamazzi. Priorit� delle quote rosa, e qui mancano soprattutto gli applausi del centrosinistra. Stende la mano: c’� la Costituzione, e la legge elettorale, da rivedere. Non la ritira, nonostante la reazione dell’opposizione sia di inequivocabile chiusura.