Il “Roe” del turismo è del 5,3%

15/03/2006
    AFFARI&FINANZA di luned� 13 marzo 2006

      FINANZA pag. 40

        L’analisi di Capitalia

          Il "Roe" del turismo � del 5,3%

            Il 2005 � stato per il turismo italiano un anno di tenuta. I numero snocciolati la scorsa settimana dalla Federalberghi-Confturismo parlano chiaro: nei 33.518 alberghi del Bel Paese le presenze sono calate dello 0,3% rispetto all�anno precedente a 233,2 milioni.

            Un risultato conseguito grazie al lieve incremento delle presenza straniere (+0,8% a 97,9 milioni) a fronte di una domanda italiana, che invece ha segnato una flessione dell�1% (135,3 milioni). Bene le localit� lacuali (+1,1%), le citt� d�affari (+0,8%) e quelle d�arte (+0,2%).

            Mentre sembrano aver perso appeal, rispetto al 2004, le localit� termali (-3,1%), di montagna (-1,2%) e di mare (-0,1%). A fronte di una sostanziale tenuta della domanda turistica, la redditivit� delle aziende del settore appare debole.

            "Nel 2005 – riportano in uno studio sul settore gli analisti dell�ufficio studi di Capitalia – il ROE del Turismo � stato del 5,3% rispetto al Roe del totale dei servizi pari all�8,5% e dell�economia pari al 6,4%. In particolare, le imprese alberghiere e le agenzie di viaggio hanno conseguito una redditivit� dei mezzi propri insoddisfacente". Un fenomeno, quest�ultimo, che gli esperti della banca romana fanno risalire ad un mix di fattori. A partire dall�insufficiente capitalizzazione e dallo scarso giro d�affari della maggior parte delle aziende del settore.

            Ma anche per una struttura dei costi poco flessibili frutto, da una parte di costi sostenuti per l�acquisto di servizi presso fornitori terzi, e dall�altra dalla spietata concorrenza dei tours operator stranieri.

            (m.t.)