Il ritratto: la dura di Collecchio ha paura e vuole lasciare

09/02/2004







lunedì 9 febbraio 2004

IL RITRATTO

La dura di Collecchio ha paura e vuole lasciare
Da bambina complessata a manager decisa con papà sempre al suo fianco

      DAL NOSTRO INVIATO

      PARMA – Ha tenuto duro fin che ha potuto, la figlia prediletta del patron decaduto dell’impero Tanzi. Stretta nel suo giaccone d’inverno con il cappuccio bordato di pelliccia, ogni mattina Francesca Tanzi spuntava sulla soglia della sede di Parmatour, anonimo edificio fuori dal centro di Parma. Poi, inseguita dai cronisti, spariva dentro l’ascensore. Tosta, determinata, ha cercato di non farsi travolgere dalla bufera, e, fino all’ultimo, è rimasta al suo posto: ufficio al primo piano, area dirigenti. Routine di pratiche da sbrigare, contatti telefonici, come se nulla fosse successo.
      La presenza di Francesca in Parmatour appariva una «certezza» agli occhi dei dipendenti, disorientati, ansiosi, ammaccati: dalla ragazza della reception («non so, non posso dire, si rivolga a qualcun’altro») alle impiegate del marketing. Poi, d’improvviso, la padroncina sparisce. Sono venti giorni che non si fa più vedere. Ufficialmente, risulta assente per malattia. E in questa giustificazione c’è del vero. «Lo scorso dicembre – spiega il suo avvocato, Luca Sirotti – la signora Tanzi ha subito un intervento chirurgico. Ora ha deciso di staccare». E dopo? «Vedremo».
      La verità è che Francesca sa perfettamente che in Parmatour non metterà più piede. Ha confidato al suo legale: «Prima che mi invitino ad andarmene, mi dimetto io». In altre parole, l’uscita di scena della primogenita di Calisto Tanzi è un dato di fatto. Mancano solo le dimissioni formali da tutte le cariche, come ha già provveduto a fare il fratello Stefano. E’ il declino di Calisto e dei suoi eredi. Il sogno spezzato della multinazionale di famiglia che sembrava aver conquistato il mondo. Alla luce degli eventi, la scelta di Laura, figlia minore dei Tanzi, appare la più saggia: tenendosi alla larga dagli affari dell’azienda, accudisce i suoi due bambini e lavora part-time nella farmacia Chiesi (cognome di nascita di sua madre Anita).
      Di Francesca Tanzi alcuni sottolineano il carattere determinato. Forse maturato attraverso il desiderio di affermarsi, forte dell’affetto speciale e della predilezione di papà. Che le ha dato tutto, e mai le ha detto di no. Francesca è una donna di 36 anni, graziosa, minuta. Da ragazzina aveva il complesso della bassa statura, poi l’ha superato. Gradino dopo gradino si è trasformata in una manager con piglio e potere. Almeno a giudicare dalle parole di Angelo Cardile, l’ultimo amministratore delegato di Parmatour: «Le dimissioni del precedente amministratore delegato, dottor Tedesco, sono dovute alle profonde divergenze con la dottoressa Tanzi. Che, nonostante la sua apparente veste di componente del Cda e di dipendente, si comportava come fosse la proprietaria e in effetti ne aveva la sostanziale autorità».
      «Era un ottimo capo – confida Lorenza Frattini, la segretaria di Francesca Tanzi -. Ma è anche una persona dolce e gentile. L’ho seguita per otto anni, ci legano stima e affetto. Mi dispiace di non poter più lavorare con lei – aggiunge -. Negli ultimi tempi la vedevo preoccupata; non osavo chiederle il perché, ma ne ero molto dispiaciuta».
      Francesca la dura, Francesca la fragile. Lo dimostra anche nei brevi colloqui con i giornalisti, che ha sempre cercato di sfuggire, alzando barriere e, naturalmente, proclamandosi estranea ai «pasticci finanziari» delle società del Gruppo. Contatti difficili, poche parole pronunciate, e la voce che subito s’incrina, rotta dalle lacrime. Così l’abbiamo sentita al telefono, e in quel momento ci è parsa una donna indifesa. Quasi impaurita. Altre sfortune, oltre alla bufera aziendale, hanno toccato la figlia di Calisto: Francesca è reduce da un matrimonio fallito, nel giro di pochi anni. Aveva sposato Salvatore Scaglia, rampollo di un diplomatico, anch’egli «arruolato» negli affari di famiglia: Hit, e quindi Parmacalcio, a cui tuttora, almeno sulla carta, è formalmente legato da un contratto di consulenza.
      I maligni dicono che si tratti della «buonuscita», a chiusura del vincolo nuziale annullato dalla Sacra Rota, per volere del cattolicissimo padre della sposa. L’ex marito dice di avere mantenuto buoni rapporti con Francesca, ma è certo che lei per quella rottura ha sofferto moltissimo. Allora si è buttata a capofitto nell’azienda (viaggiava spesso per il mondo, con l’obiettivo di scegliere i villaggi turistici da acquisire per Parmatour), con papà Calisto sempre dalla sua. Pronto a svenarsi fino all’ultima goccia, pur di farla felice.
Marisa Fumagalli


Interni