Il ritorno di Tabacchi, conquista Salmoiraghi & Viganò

08/04/2002






L’ex numero due Safilo rileva il 90% della rete di negozi ottici. Il nodo della prelazione di De Rigo

Il ritorno di Tabacchi, conquista Salmoiraghi & Viganò

      MILANO – Un anno dopo l’uscita dall’azienda di famiglia, la Safilo, Dino Tabacchi rientra in scena, di nuovo come imprenditore nel settore ottico. Ieri, Tabacchi, ha firmato un accordo per acquisire il 90% della Salmoiraghi & Viganò, uno dei più antichi e noti marchi del settore. A cedere la maggioranza sono stati Arca Merchant e il fondo chiuso Ipef III che fa capo al private equity italiano S&P, che due anni fa avevano rilevato l’azienda dal gruppo spagnolo General Optica International controllato da De Rigo, attraverso un’operazione di management buy-out. «Dodici anni fa avevo fondato in Inghilterra una catena di negozi di ottica, che è arrivata ad avere 200 punti vendita in cinque Paesi – racconta l’ex vicepresidente della Safilo, Tabacchi – e mi sono innamorato del concetto di ottica retail . Salmoiraghi & Viganò chiaramente la conoscevo, conoscevo il management, e ho pensato potesse essere l’azienda giusta per avere quelle soddisfazioni imprenditoriali che mi attendo, e così ha presentato un’offerta».
      Gli attuali azionisti, che negli ultimi due anni hanno investito circa 25 milioni di euro nella crescita dell’azienda, hanno portato Salmoiraghi & Viganò da 80 a 180 punti vendita, acquistando altre catene commerciali e sviluppando un settore di nicchia molto promettente, quello dell’ottica discount. E il 2001 dovrebbe chiudersi con circa 70 milioni di euro di fatturato. «Una leadership importante – commenta Tabacchi – perché si tratta di un’azienda relativamente piccola che ha quindi grandi potenzialità di crescita».
      Tabacchi, che ha chiuso l’accordo in circa due mesi, ha trovato una condizione favorevole per l’esito dell’offerta, dato che l’ottica d’investimento degli azionisti di Salmoiraghi & Viganò era esclusivamente finanziaria. «Il progetto di Tabacchi – spiega Giuseppe Turri, amministratore delegato di Arca Merchant – è di tipo industriale e incentrato sulla continuità, per questo l’abbiamo preso in considerazione, perché per la nostra natura o poi saremo dovuti uscire». Il controvalore dell’operazione dovrebbe aggirarsi attorno ai 100 milioni di euro a fronte di una valorizzazione del 100% di Salmoiraghi & Viganò pari a 76 milioni di euro. Arca Merchant, a cui fa capo il 50,4% del capitale, incasserà 9,2 milioni di euro di plusvalenza, relativamente alla sola partecipazione posseduta dal fondo Arca Impresa quotato in Borsa.
      Per il perfezionamento dell’acquisizione mancano adesso da espletare alcune formalità e attendere che la De Rigo, che ha un diritto di prelazione, decida se esercitarlo o meno. «Non ho idea di ciò che deciderà De Rigo – conclude Tabacchi -. Io sono fiducioso».
Federico De Rosa