Il Registro non lega gli agenti

22/11/2002


            22 novembre 2002

            NORME E TRIBUTI
            Il Registro non lega gli agenti

            Corte Ue: contratti commerciali validi anche senza l’iscrizione
            Paola Rossi


            (NOSTRO SERVIZIO)
            BRUXELLES – Ancora una volta l’Italia va a Lussemburgo per conoscere quali siano le legittime conseguenze giuridiche della mancata iscrizione degli agenti di commercio. La risposta sembrerebbe scontata: possibili solo sanzioni amministrative ed eventualmente penali, ma nessuna incidenza sul piano del diritto civile. Il caso specifico portato all’attenzione della Corte di giustizia lascia intendere che l’Italia può sì mantenere l’obbligo della previa iscrizione all’albo degli agenti di commercio – per quanti di loro richiedano l’inserimento nel registro delle imprese – ma l’assenza del richiedente dal ruolo ad hoc, istituito presso ciascuna camera di commercio italiana, non può determinare l’invalidità dei contratti da questo conclusi o un indebolimento della tutela garantita all’agente dalle norme comunitarie. Dall’inadempimento amministrativo può derivare, ad esempio – come conseguenza negativa per l’agente – il mancato rilascio dei certificati utili ai fini fiscali. Questo è quanto afferma nelle sue conclusioni l’Avvocato generale Jacobs, depositate ieri sul rinvio pregiudiziale del giudice di Trento, che in attesa dell’interpretazione dei giudici comunitari, ha sospeso il procedimento tra la signora Caprini e il Conservatore del registro delle imprese che le aveva negato l’iscrizione, richiesta per iniziare un’attività di vendita di spazi pubblicitari. Infatti, per giurisprudenza costante della Corte di giustizia delle Comunità europee, la capacità degli agenti di concludere validi contratti di agenzia non può essere negata solo per la mancata iscrizione negli albi o nei registri nazionali. Ogni Stato membro è, infatti, libero di prevedere l’iscrizione a un albo nazionale per gli agenti di commercio, ma in caso di violazione di tale adempimento non può prevedere restrizioni alla sua tutela giuridica, quale il riconoscimento di un compenso, come prescritto dalla direttiva 86/653/Cee (relativa al coordinamento dei diritti degli Stati membri concernenti gli agenti commerciali indipendenti). Nelle stesse conclusioni del procedimento comunitario (causa C-485/01) si enumerano diversi precedenti della Corte di giustizia che lasciano prevedere il sicuro adeguamento dei giudici ai suggerimenti forniti dall’Avvocato generale.