«Il referendum sull’articolo 18 con le amministrative»

25/02/2003




25 Febbraio 2003


Maroni: abbiniamo le due consultazioni. Billè: «Se vince il sì, a rischio 100 mila posti di lavoro»

«Il referendum sull’articolo 18 con le amministrative»

      ROMA – Abbinare il referendum sull’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori alle consultazioni amministrative. Lo ha proposto ieri il ministro del Welfare, Roberto Maroni, intervenendo al primo appuntamento del «no day», organizzato dalla Confcommercio a Pavia. Il referendum chiede l’estensione delle garanzie sui licenziamenti alle imprese con meno di 15 dipendenti. «Il voto – ha detto Maroni – va utilizzato per chiedere ai cittadini se il governo deve andare avanti con le riforme. Non mi scandalizzerei se coincidesse con il turno elettorale. Lo Stato risparmierebbe 500 mila euro ed eviteremmo di tenere le scuole chiuse per tre settimane». Maroni, poi, ha attaccato l’ex segretario della Cgil, Sergio Cofferati: «Lo vedo in crisi di identità. Per mesi ha fatto campagna sull’articolo 18. Oggi fa parte della direzione ds, dove alcuni esponenti sono per il sì». Con l’iniziativa di ieri scatta la campagna itinerante della Confcommercio. Secondo Sergio Billè, presidente dell’organizzazione, «se vincesse il sì sarebbero messi in discussione 100 mila posti di lavoro». La Cgil è orientata a decidere quando sarà fissata la data delle consultazioni. Anche la Cisl si pronuncerà «al momento opportuno».
      Oggi, infine, riprendono le trattative tra governo e sindacati per il contratto del pubblico impiego. Le posizioni sembrano ora più vicine.
R.R.




Il voto? Il 65% degli italiani non sa nulla
            Il 65% degli italiani non sa nulla del referendum sull’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Lo ha rivelato un sondaggio condotto da Datamedia per Confcommercio, su un campione di mille persone. I risultati sono stati illustrati ieri in occasione del «no day» di Confcommercio