Il referendum parte bene: molti al voto, senza tensioni

09/10/2007
    martedì 9 ottobre 2007

      Pagina 2 – Economia

        WELFARE
        I LAVORATORI DECIDONO

          Il referendum parte bene
          molti al voto, senza tensioni

            di Giampiero Rossi/ Milano

            «Una bella giornata di democrazia». Guglielmo Epifani definisce così il primo giorno di votazioni dei lavoratori e dei pensionati italiani al referendum che dovrà dare il via libero definitivo al protocollo sul welfare che sindacati e governo hanno sottoscritto il 23 luglio scorso. «Quando ridai la parola ai lavoratori e ai pensionati li fai sentire parte delle scelte che li riguardano – sottolinea il leader della Cgil – i problemi così possono essere superati».

            Nel merito dell’andamento delle prime fasi della consultazione, preceduta da oltre 53.000 assemblee informative organizzate in tutta Italia, Epifani è soddisfatto dei «buoni segni di affluenza». Anche perché «la partecipazione al voto è segno che una gran parte del paese non si rassegna e si batte perché il mondo del lavoro torni ad essere centrale. L’importante è che ci sia una partecipazione alta e convinta». L’obiettivo di Cgil, Cisl e Uil è ambizioso: sperano in almeno cinque milioni di votanti, per superare la partecipazione (di 4,4 milioni di persone) ottenuta all’ultima consultazione analoga, quella per la riforma Dini del 1995. E, per favorire il voto di lavoratori, pensionati e disoccupati, i sindacati hanno allestito oltre 30.000 seggi nelle aziende, nelle sedi delle stesse organizzazioni sindacali e dei patronati, oltre a seggi “itineranti” nei piccoli centri del paese. Da ieri mattina, fino alle 14 di domani, possono votare lavoratori dipendenti, pensionati, precari e disoccupati presentando nei seggi la busta paga, il libretto di pensione o il certificato del collocamento. La platea potenzialmente raggiungibile è di 15-16 milioni. E Cgil, Cisl e Uil, già ieri sera, hanno apprezzato «l’alto coinvolgimento» sin dalla prima giornata di voto.

            Dai seggi, in effetti, viene segnalata un’affluenza crescente con il passare delle ore, ma nessuno – nelle segreteria nazionali dei sindacati – osa s bilanciarsi a fornire numeri dopo la prima giornata di apertura dei seggi. Ci sono indicazioni che inducono i sindacati all’ottimismo: in Lombardia, per esempio, già nel tardo pomeriggio di ieri risultavano più di 250 votanti al gazebo allestito davanti alla sede di Cgil, Cisl e Uil di Sesto San giovanni. «Si tratta di persone, pensionati soprattutto, che sono venuti di propria iniziativa al seggio – spiegano dalla Cgil lombarda – un buon segnale». Anche il numero di assemblee e l’alta partecipazione vengono interpretati come sintomi positivi. Tant’è che in Campania – altro esempio – una nota dei sindacati regionali sottolinea una «affluenza omogenea, tranquilla» che autorizza una previsione coraggiosa: «Sicuramente supereremo il dato di partecipazione dello scorso referendum che in Campania vide circa 240.000 lavoratori esprimersi sulla riforma Dini del 1995».

            In molte fabbriche e luoghi di lavoro si inizia a votare soltanto oggi, e sono ancora diverse le assemblee in programma ancora fino alle ultime ore prima della chiusura dei seggi. Da alcune aziende, intanto, arrivano già dati sull’affluenza alle urne: alla Piaggio di Pontedera, nelle prime ore del pomeriggio di ieri, avevano già votato 660 lavoratori su 3.500 aventi diritto, all’aeroporto di Fiumicino li votanti erano addirittura 2.200, e anche negli stabilimenti industriali del nord sono state segnalate punte di votanti superiori al 60%.

            Quello che, ovviamente, non è ancora dato sapere è quante di quelle schede tra quelle già depositate nelle urne siano per il sì e quante per il no. Ma la macchina organizzativa dei sindacati assicura che l’esito della consultazione sarà noto già nella serata di venerdì.