Il rammarico della Confindustria: occorre discutere

28/11/2001

Il Sole 24 ORE.com









    Il rammarico della Confindustria: occorre discutere
    R.R.
    ROMA – Gli imprenditori giudicano «spropositata» la decisione di Cgil, Cisl e Uil, considerano sbagliato confondere le modifiche all’articolo 18 con la "libertà di licenziamento" e si augurano che i sindacati vogliano riprendere il confronto sui contenuti della delega sul lavoro. «Sono rimasto molto stupito. Non mi permetto mai – ha detto il consigliere di Confindustria per le relazioni industriali, Guidalberto Guidi – di valutare quello che decidono grandi confederazioni come Cgil, Cisl e Uil, ma devo dire che mi continua a stupire sentir parlare di licenziamenti quando si parla di modifiche dell’articolo 18. È come sentir parlare di pioggia quando tira vento». E in un comunicato, Confindustria esprime «rammarico» per la indisponibilità dei sindacati ad avviare il tavolo per il dialogo sociale: «Sarebbe importante discutere i contenuti delle delega che introduce i primi timidi elementi di flessibilità del mercato del lavoro per avvicinare l’Italia alle regole già da tempo in vigore in altri Paesi». Gli imprenditori ricordano che «la delega contiene una modifica sperimentale dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori per alcune, limitate, ipotesi di rapporti di lavoro. Non esistono quindi i licenziamenti di cui parla il sindacato: si tratta soltanto di sostituire, in via sperimentale, il reintegro obbligatorio con il risarcimento monetario per tre categorie di lavoratori che oggi non hanno neanche la garanzia del reintegro, o perché lavorano in nero, o perché hanno contratti a tempo determinato oppure perché non hanno lavoro». Discutere di modifiche dell’articolo 18, è la conclusione di Confindustria, significa «parlare non di licenziamenti, ma di come dare più lavoro e più tutele ai giovani, ai disoccupati, alle donne. È per questo che la decisione dei sindacati appare spropositata». «Mi auguro che un’analisi non teologica e non filosofica di questo problema – ha ribadito Guidi – porti tutti a considerare che si sta parlando di creare nuovo lavoro, di stabilizzarlo, di portare nell’area della legalità coloro che non ci sono o per lo meno di favorire questo processo». Confindustria si augura, comunque, che il sindacato «mantenga la sua disponibilità ad avviare il confronto sugli altri argomenti della legge delega che rappresentano degli importanti passi in avanti per la modernizzazione del lavoro in Italia».
    Mercoledí 28 Novembre 2001
 
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