Il programma dell’Unione test per il sindacato

07/09/2005
    mercoledì 7 settembre 2005

    ITALIA POLITICA – pagina 10

      CONFEDERAZIONI E POLITICA

        Il programma dell’Unione test per il sindacato

          LINA PALMERINI

          ROMA • Parte il tir di Romano Prodi e anche il sindacato scalda il suo motore. Non rinuncia al protagonismo e fa sapere che presto invierà un suo programma ai partiti, come dice Savino Pezzotta leader della Cisl. Certo, a bruciare tutti sul tempo ci ha pensato la Cgil di Guglielmo Epifani che si era anticipata il compito già a dicembre dello scorso anno quando inviò la sua lista di priorità a Romano Prodi. Un putiferio. In quei mesi già caldi nei rapporti tra sindacati, riesplose la polemica con la Uil e la Cisl sull’autonomia. Già, perché il sindacato quando litiga lo fa soprattutto se c’è di mezzo la politica.

          Ora tutti si studiano. La Cisl che sorveglia il collega Epifani, Angeletti che studia le alchimie in casa socialista. «Ma noi manderemo il nostro programma a tutti. E poi stabiliremo le affinità in base a quale schieramento avrà raccolto le nostre idee» , dice il segretario generale della Cisl. Insomma, gli " amici" saranno quelli che copiano di più.
          Intanto c’è un primo appuntamento che vale da test. Le primarie del centro sinistra. Cosa faranno i sindacati? La Cgil non ne ha parlato all’ultimo direttivo. «Escludo uno schieramento dell’organizzazione. Ci mancherebbe altro — dice Nicoletta Rocchi, segretario confederale cgielle — anche se ci sarà qualcuno che potrà dichiarare la sua preferenza per Fausto Bertinotti » . Forse Gianni Rinaldini, leader della Fiom? Il congresso Cgil è fissato per marzo dell’anno prossimo. Proprio in piena campagna elettorale. Ma del resto la sintonia con la sinistra non è mai stata negata in casa cgielle. I sindacalisti di Corso Italia hanno in maggioranza la tessera diessina, chi dei Comunisti, chi di Rifondazione.

          E non sono gli unici. La stessa situazione c’è nella Uil di Luigi Angeletti. «Ma questo che vuol dire? Partecipare alle riunioni di partito è un conto, a quelle del sindacato è un altro» . Uno sdoppiamento che non genera confusioni di ruoli? «È così. I partiti non hanno più quella forza che avevano un tempo. Sono loro — semmai — oggi a chiederci un aiuto prima di schierarsi e non il contrario» . Se i partiti non sono più quelli di una volta, anche il sindacato è cambiato.

          Ed è cambiato soprattutto dopo l’accordo del luglio ‘ 93.
          Quando — come sostengono alcuni — le confederazioni scambiarono la moderazione salariale con il riconoscimento di un ruolo politico istituzionale. «Non è andata così. Lo scambio era una necessità del Paese. L’autonomia è sempre rimasta intatta nella Cisl perché è nella sua tradizione. Si negozia con tutti» , dice Pezzotta. Eppure è vero che al leader della Cisl è stata proposta la candidatura alla Regione Lombardia, alle scorse elezioni europee e ancora adesso ritornano rumors di una sua discesa in campo. Sempre per il centro sinistra. Lui rifiuta e dice di non sentirsi «attratto» dalla politica. Questione di tempo e poi cederà anche lui? E intanto la Cgil, che ha il dito della Cisl puntato contro, fa i suoi conti. «È vero. Abbiamo sempre detto che con il bipolarismo non ci può essere un’equivalenza tra i due schieramenti. Ma è anche vero che chi ha un approccio più contrattualista come la Cisl, non ha portato a casa nulla» , dice la Rocchi. In Italia, la rottura sindacale più grave è stata sulla politica. Il Patto per l’Italia, per esempio.

          Ma anche altrove la politica divide e indebolisce il sindacato.
          «Negli Usa la divisione tra le Unions è stata determinata anche da uno schieramento troppo smaccato e da finanziamenti troppo corposi ai Democratici. Hanno perso due elezioni e non hanno retto. Anche l’esperienza di Solidarnosc dimostra che la vicinanza con la politica fa male» , dice Pezzotta.

            Farà male la vicinanza, farà bene l’autonomia. Eppure le simpatie politiche dei tre sindacati si conoscono bene. Si sa di come la Cisl ora sia diventata " amica" della Margherita dopo che un pezzo (la metà), solo due anni fa, era più vicina al centro destra. Di come la Uil sia spaccata tra Forza Italia e Ds e dell’attenzione di Angeletti per i movimenti tra i socialisti. E di come la Cgil si sia ricompattata sulla segreteria Ds dopo anni di tifo per il Correntone. Insomma, il tifo per il centro sinistra sembra evidente.
            Del resto, anche la Cisl e la Uil ora sperano di fare accordi e di vederli rispettati.