Il progetto Alleva: uscire dalla trappola della legge 30

24/10/2006
    marted� 24 ottobre 2006

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      Lavoro
      Il progetto Alleva: uscire dalla trappola della legge 30

      Scriviamo le nuove regole
      per dire basta alla precariet�

      Le proposte al centrosinistra di un gruppo di giuslavoristi guidati da Nanni Alleva. La precariet� � �multiforme� e deve essere aggredita sotto vari aspetti: abolire la distinzione tra subordinati e parasubordinati, creando un unico contratto. Riformare il rapporto a termine, l’interinale, gli appalti, le cessioni d’azienda. Far emergere il �nero�. Tante le analogie con le proposte della Cgil

        Antonio Sciotto

          Riscrivere il lavoro per invertire il segno: fermare la precariet� e ricostruire i diritti. E’ l’obiettivo della proposta di legge elaborata da Nanni Alleva e dai giuslavoristi del Centro diritti Al�, che verr� presentata dopodomani a Roma nel corso del convegno �Basta precariet�, a cui sono stati invitati tutti i partiti del centrosinistra e il sindacato. Alleva � anche estensore delle proposte di legge Cgil firmate nel 2002 da cinque milioni di persone, e riconfermate dal recente Congresso di Rimini. Sono molti i legami tra quelle idee del 2002 e quest’ultima elaborazione: oggi Alleva ha voluto per� riunire le norme in un’unica, organica proposta, �per affrontare – spiega – con un solo disegno la precariet� "multiforme" del lavoro italiano�. Non basta fare i conti con la sola legge 30, ma bisogna affrontare anche il decreto 368 del 2001 sui contratti a termine e il �Pacchetto Treu� del 1997. Cinque i nodi da riformare: 1) il rapporto tra subordinazione e parasubordinazione (le collaborazioni); 2) il contratto a termine; 3) la separazione del lavoro dall’impresa (somministrazione, appalti, esternalizzazioni); 4) il lavoro nero; 5) i diritti di risarcimento del danno. Una precariet� �multiforme�, perch� compare sotto diversi tipi contrattuali, e interessa in modi differenti l’intero mondo del lavoro: i giovani del settore pubblico e del privato, bersagliati dai contratti a progetto e cococ�; gli addetti del terziario, ricattati dai contratti a termine; quelli dell’industria, ridotti all’�usa&getta� con la somministrazione e le esternalizzazioni; i migranti (e non solo loro) costretti al lavoro nero. Fino agli stessi �garantiti�, i dipendenti a tempo indeterminato: mosche bianche tra i nuovi assunti, poco tutelati dal licenziamento nelle piccole imprese, messi fuori �a pacchetti� con le cessioni d’impresa.

          Subordinati e parasubordinati
          Uno dei nodi pi� �caldi� della precariet� � senza dubbio la distinzione tra subordinati e parasubordinati (i collaboratori coordinati e continuativi e a progetto). Nanni Alleva parla di una �fuga tutta italiana� dal diritto del lavoro: negli ultimi anni, infatti, i collaboratori sono stati sempre pi� sospinti (contrattualmente) nell’area del lavoro autonomo, in modo da privarli di un’adeguata retribuzione e della tutela dal licenziamento senza giusta causa, mentre dall’altro lato sono stati adibiti a mansioni in tutto simili a quelle dei �subordinati� classici, inquadrati nel lavoro dipendente. Per superare questa anomalia, bisogna andare alla radice di un equivoco culturale, quello che identifica la subordinazione (e i diritti ad essa connessi) con il grado di controllo, o �eterodirezione�, cui � sottoposto il lavoratore. Questo equivoco poteva essere comprensibile – spiega il giuslavorista – quando il paradigma del lavoro era essenzialmente quello della catena di montaggio industriale: oggi che il lavoro � cambiato e in molti casi � organizzato in modo �immateriale�, � davvero difficile stabilire l’attribuzione delle tutele e garanzie in base alla eterodirezione. La vera dipendenza dal datore di lavoro non sta tanto nella eterodirezione, ma nella �doppia alienit� del lavoratore rispetto all’organizzazione del lavoro e ai suoi risultati: � perci� da inquadrare con tutte le garanzie del lavoro dipendente chiunque presti il proprio lavoro all’organizzazione di un altro, ovvero l’impresa, indipendentemente dal grado di controllo cui � sottoposto. Se i mezzi di produzione e il risultato della prestazione (l’utile economico) � tutto del datore di lavoro, mentre il lavoratore cede la propria opera in cambio della sola retribuzione necessaria al sostentamento proprio e della propria famiglia, allora questo lavoratore � in uno stato di �dipendenza socio-economica�. La proposta Alleva riscrive dunque l’articolo 2094 del codice civile, mettendo al centro del rapporto di lavoro questa �doppia alienit�. Diventa cos� automatica l’estensione delle tutele e dei diritti degli attuali dipendenti a chi oggi � in collaborazione. Il tema della �eterodirezione� non sparisce, ma scende di rango, diventando una semplice modalit� di esecuzione: il dipendente potr� essere �eterodiretto� o �autogestito� a seconda del grado di controllo esercitato dalla gerarchia di impresa, ma godr� in tutti i casi di un corpus unico di garanzie. Questa unificazione dei rapporti vale anche per i contratti cococ� attivati dalle amministrazioni pubbliche. Infine si annullano gli attuali abusi sui cosiddetti �associati in partecipazione�, anch’essi ricondotti al lavoro dipendente.

          Il rapporto a termine
          La seconda via di precarizzazione dei rapporti di lavoro � legata all’�apposizione del termine�: ovvero, hai un contratto da dipendente, con tutte le tutele e le garanzie (compresa la non licenziabilit� senza giusta causa), ma sei �a scadenza�. La proposta Alleva prevede: 1) che nel contratto sia giustificata l’effettiva temporaneit� dell’esigenza produttiva, legata espressamente all’apposizione del termine; 2) l’attribuzione al datore di lavoro dell’onere della prova rispetto alla ricorrenza di queste causali. I sindacati hanno il diritto a essere informati e a trattare, in sede di contratto collettivo, la percentuale massima dei lavoratori a termine sul totale dei dipendenti. Le parti possono contrattare specifiche ipotesi di apponibilit� del termine, purch� si tratti sempre di esigenze oggettive e di attivit� temporanee. Condizione inedita: gli accordi devono essere stipulati unitariamente dai sindacati maggiormente rappresentativi. C’� poi il tema della ripetibilit�, liberalizzata dal decreto 368 del 2001: ha dato la possibilit� di rinnovare i contratti all’infinito, in contrasto persino con la disciplina Ue. Si ristabilisce il diritto di precedenza dei lavoratori a termine per le nuove assunzioni previste dall’impresa; inoltre, dovr� essere assunto a tempo indeterminato qualsiasi lavoratore contrattualizzato presso la stessa impresa per pi� di 18 mesi nell’arco di 5 anni. La normativa si applica anche al pubblico impiego, i cui lavoratori a termine dovranno comunque passare per un concorso.

          Il lavoro separato dall’impresa
          Attraverso tre mezzi – la somministrazione di manodopera, l’appalto di opere e servizi, il trasferimento di ramo di azienda – si � raggiunto l’obiettivo di separare il prestatore d’opera (il lavoratore) dal suo diretto utilizzatore (l’impresa), ponendo il lavoratore in uno stato di soggezione e abbassando spesso le sue garanzie. La proposta Alleva abolisce lo staff leasing (somministrazione a tempo indeterminato) e riporta il lavoro interinale alla sua ratio originaria, evitando l’abuso oggi pi� diffuso: l’impresa seleziona il lavoratore e poi lo manda all’agenzia interinale per farselo ri-inviare in missione e utilizzarlo all’infinito, liberandosene quando non serve pi�. Il rapporto interinale potr� essere attivato secondo le condizioni limitate del nuovo contratto a termine. Quanto agli appalti, si vieta quello di �mera manodopera�, e si impone che lavoratori inseriti nel medesimo ciclo produttivo abbiano gli stessi trattamenti e le stesse tutele (piena parit� tra i dipendenti del committente e dell’appaltatore, e responsabilit� solidale di questi nei confronti del lavoratore). Cessione di ramo d’azienda: per scorporare e cedere un ramo dovr� tornare la �preesistente autonomia� abolita dalla legge 30; i lavoratori ceduti dovranno mantenere tutti i diritti e trattamenti acquisiti presso il vecchio datore di lavoro, se migliori rispetto a quelli del nuovo. Il cedente, in caso di cessazione dell’appalto, sar� obbligato a riassumere i lavoratori ceduti. Una nuova norma garantisce infine i lavoratori dei �gruppi di imprese� (diverse societ� sotto la stessa propriet�): si eviteranno i meccanismi elusivi favoriti fino a oggi dalla frammentazione societaria, considerando tutto il gruppo di imprese responsabile verso il lavoratore.

          Il sommerso e la risarcibilit�
          Le ultime due parti della proposta Alleva affrontano i temi del lavoro nero e della risarcibilit� dei danni subiti dal lavoratore. Il lavoro nero viene affrontato in un modo innovativo: viene classificato come �comportamento antisindacale� e dunque ricondotto all’articolo 28 dello Statuto dei lavoratori. Questo permette ai sindacati di costituirsi autonomamente come parte civile, senza attendere che il lavoratore abbia il coraggio di denunciare (cosa difficile perch� � intimorito). Risarcibilit�: viene estesa l’area del danno risarcibile, non impedendo la dimostrazione di danni patrimoniali ed extrapatrimoniali subiti dal lavoratore; si far� cos� uscire il diritto del lavoro da quella sorta di �minorit� in cui finora � stato mantenuto, collegandolo strutturalmente con il diritto privato. Vengono abrogati, infine, il lavoro ripartito (job sharing) e quello a chiamata (job on call), il contratto di inserimento, la certificazione dei rapporti.

            Appuntamento gioved�
            IL 26 ottobre la presentazione a Roma

            Il giuslavorista Nanni Alleva aprir� con la sua proposta di legge l’incontro di dopodomani, gioved� 26 ottobre, presso la Sala delle Carte geografiche (in via Napoli 36, a Roma): �Basta precariet�!, Proposte per una nuova legislazione del lavoro�. Promotore dell’iniziativa, il �Centro diritti Pietro Al�, un gruppo di giuslavoristi nato sull’onda del referendum per l’articolo 18 e che si vuole rivolgere, in Italia e in Europa, a tutte quelle sinistre che mettono al centro il lavoro. Si daranno appuntamento per confrontarsi forze del centrosinistra, del sindacato, delle associazioni. Dopo Alleva, interverranno Paolo Beni, Gloria Buffo, Giovanni Battafarano, Paolo Ferrero, Marco Guercio, Gennaro Migliore, Gianni Pagliarini, Carlo Podda, Gianni Rinaldini, Natale Ripamonti, Giovanni Russo Spena, Tiziano Treu, Maurizio Zipponi. Legge 30 e non solo: tra i temi di maggiore attualit�, non mancheranno i riferimenti alla manifestazione �Stop precariet� ora� indetta a Roma per il prossimo 4 novembre, di cui molti tra i relatori del convegno sono anche promotori.