Il profitto scommette sulla responsabilità sociale

15/12/2003



        15 Dicembre 2003
        CONVEGNI
        Il profitto scommette sulla responsabilità sociale

        Le imprese cominciano a scoprire i vantaggi dei comportamenti etici nella produzione
        Meno beneficienza, e più responsabilità sociale è quello che viene chiesto alle imprese. E alle banche più oculatezza nei finanziamenti
        MARINA ZENOBIO


        Un’azienda che si ritenga socialmente responsabile dovrebbe produrre ed operare a vantaggio dei consumatori, dei dipendenti, dell’ambiente. E di responsabilità sociale delle imprese si è dibattuto sabato scorso all’ex Mattotoio di Roma nell’ambito delle iniziative per la V Festa dell’Altra Economia. Il comune di Roma ha messo a confronto Andrea Baranes, Campagna per la riforma della Banca mondiale, Gianna Zappi dell’Abi, Roberto Burlando di Banca Etica, Domenico Brisigotti di Coop Italia, Ersilia Monti di Mani tese, Marco Gentile Flai-Cgil Lazio, Edgar Paez del Sinaltrainal (Sindacato colombiano degli lavoratori dell’agro-industria) e Nicola Raffa responsabile delle relazioni esterne di Coca-Cola Italia.

        Per Ersilia Monti è arrivato il momento di imporre alle imprese regole certe e vincoli sul controllo delle loro attività. Gianna Zappi dichiara che le banche associate all’Abi si stanno orientando per produrre anche un valore di carattere ambientale e sociale. Ma viene messa in mezzo prima da Roberto Burlando che le chiede, pur ammettendo la positività dell’impegno, come l’Abi possa intervenire sui soci che non prendono l’argomento sul serio definendo etiche cose che sono soltanto benefiche. Rincara la dose Andrea Banares secondo cui le banche dovrebbero sviluppare più responsabilità sociale prendendo in considerazione le implicazioni sociali e ambientali dei finanziamenti che concedono. E per quanto riguarda la Banca mondiale «si è dotata di alcune linee guida sulle responsabilità socio-ambientali, ma nella maggior parte dei casi quando si trovano davanti alla realtà dei fatti queste vengono disattese». Per Domenico Brisigotti , quella della responsabilità sociale delle imprese è una complessità che rischia di creare confusione anche per il consumatore che deve giudicare e valutare. «C’è assolutamente bisogno di un intervento legislativo, non possiamo lasciare mano libera alle imprese. La Coop ha deciso di certificarsi secondo la normativa Ue. E’ stata la prima azienda europea a farlo e tutti i nostri fornitori sottoscrivono un contratto che contiene un capitolato etico».

        Ma a monopolizzare l’incontro sono stati Marco Gentile, Edgar Paez e Nicola Raffa. Non poteva essere altrimenti considerando che il Sinaltrainal da luglio ha lanciato una campagna di boicottaggio contro la Coca Cola accusata di violazione dei diritti umani e sindacali in Colombia, una realtà che non riguarda esclusivamente i lavoratori della Coca Cola, come si può leggere nel notiziario odierno. Gentile, per la Flai-Cgil, pur non condividendo la pratica del boicottaggio, ha espresso solidarietà e appoggio alla lotta del Sinaltrainal e comunicato l’inizio di un percorso comune avviato la sera prima con l’iscrizione di Paez al suo sindacato .

        A Nicola Raffa, il compito di difendere la Coca Cola dalle gravi accuse che ovviamente ha decisamente respinto. Nel suo intervento Raffa ha espresso solidarietà personale e dell’azienda al Sinaltrainal e al popolo colombiano perché il livello di violenza in quel paese è assolutamente inaccettabile; ha duramente condannato le azioni dei gruppi paramilitari ribadendo però che la Coca Cola non ha nulla a che vedere con le violazioni di cui è accusata, la Corte di Atlanta lo ha riconosciuto e «sicuramente anche le nostre affiliate colombiane saranno scagionate da ogni accusa».

        Sul tema della responsabilità sociale delle imprese il rappresentante della Coca-Cola Italia ha dichiarato che in fondo «il valore più importante è quello della difesa della dignità umana e dei suoi diritti. Questo si può fare attraverso la democrazia e soprattutto se nella democrazia esiste un forte controllo sociale. Le spinte che vengono per una maggiore eticità dei comportamenti delle aziende, le pressioni di carattere sociale, anche attraverso iniziative come questa, sono assolutamente indispensabili a spingere le aziende verso atteggiamenti di corretta responsabilità sociale». La reazione della platea lo ha rassicurato che, in questo senso, daranno alla sua azienda molte soddisfazioni.