Il primo sciopero generale di Una primavera intensa

10/03/2011

SINDACATI DI BASE • :D omani, tutta la giornata, con manifestazione a Roma

Avolte ci vuole un po` di coraggio. Per andare controcorrente ne serve mollo, ma spesso paga. E d`altro canto, a seguire la correnle, si finisce spesso nel posto sbagliato, magari in qualche pantano. Ad andar controcorrenle, i sindacati di base ci sono abituati. Deve essere per questo che mentre la grande Cgil si interrogava in modo ruvido e niente affatto rituale su] come rispondere al pesantissimo attacco padrona]-governativo a diritti e salari (supportalo peraltro da due organizzazioni «complici» come (`,isl e Uil), quattro sigle «basiste» hanno deciso che era ora di rompere gli indugi e proclamare uno sciopero generale di quelli veri: tutta la giornata per tutte le categorie. Unici esentati i ferrovieri, perché molti partecipanti alla manifesitazione nazionale – a Roma, domani – arriveranno proprio coi treni. Sembra quasi inutile dover elencare le ragioni di questa mobilitazione, tanto evidenti e ripetute sono ogni
giorno in qualsiasi vertenza, piccola o grande che sia. «Difendere l`occupazione e il contratto nazionale», «sbloccare i contratti del pubblico impiego», «contro la precarietà e la delocalizzazione degli impianti produttivi», conto il tentativo di imporre Al modello Marchionne» ed estenderlo a tutto il mondo del lavoro; «per un reddito certo per tutti», per difendere il potere d`acquisto di salari e pensioni pubbliche», «perla tutela dei beni comuni», «il diritto all`abitare e il controllo delle tariffe»; «per un fisco più giusto, che faccia pagare le tasse agli evasori e riduca la pressione fiscale
sui lavoratori dipendenti» (su questo è partita nei giorni scorsi una campagna nazionale di raccolta firme per presentare una legge di iniziativa popolare). F naturalmente «per la difesa della scuola, ell`università, della ricerca pubblica, contro la riforma Gelmini e per il diritto al sapere»; per la «regolarizzazione di tutti i migranti e la rottura netta del legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro». Infine, «per la democrazia sui posti di lavoro ed una legge stilla rappresentanza sindacale, affinché siano i lavoratori e non le aziende a scegliere da chi farsi appresentare». Scabroso ma comune anche a grandi organizzazioni come la Cgil, dopo i «contratti separati» non solo per i metalmeccanici e gli stabilimenti Fiat, ma anche per pubblico impiego, conoscenza, commercio e terziario. Anche se poi la segreteria confederale di Corso Italia ha continuato a cercare di tenere in piedi, contraddittoriamente, il «tavolo perla compelilività» con Confindustria e «complici». Le aspettative dei «basisti» sono improntate a sano realismo. «Oggi nessuno, nemmeno la Cgil, può bloccare completamente il paese con tino sciopero generale». Lo sfibramento «della classe» è un fatto reale, misurato ogni giorno sui posti di lavoro. Ma si aspettano una partecipazione «significativa», ovviamente più alta nei settori dove da decenni hanno affondato le proprie radici (pubblico impiego, trasporti pubblici, alcuni settori produttivi particolari). Ma «da alcuni segnali» sembra si sia messa in moto una mas sa di partecipanti che va ben al di là «dei nostri presìdi organizzativi». «La situazione e la risposta sono migliori di altre volte, si capisce che non si tratta di un evento rituale, tipo quello contro la finanziaria». La manifestazione – piazza della Repubblica, ore 9, i0, con destinazione piazza Navona – sarà sicuramente un «bel vedere», perché le prenotazioni superano di molto le esperienze precedenti. Equesto nonostante la coincidenza con la manifestazione del giorno successivo (su Costituzione e conoscenza), che indubbiamente peserà in qualche misura sulla componente studentesca. Questo sciopero è infatti «generalizzato», ossia aperto alla partecipazione di movimenti di lotta non propriamente sindacali. Come il movimento per l`acqua pubblica (che sta scaldando i motori in vista del referendum di giugno), i «blocchi metropolitani» (che cercano di unire figure sociali caratterizzate dall`isolamento strutturale – dai senza casa ai precari di ogni genere), ecc. Sì, va bene, ma cosa ci si aspetta possa cambiare dopo uno sforzo del genere? Qui i «basisti» ci tengono a manterene i piedi ben piantati per terra. «Abbiamo sempre detto-che uno sciopero non ha alcun potere taumatrgico, non pensiamo ci possa essere oggi uno sciopero che fa da `spallala finale` a un governo», nernnreno a uno barcollante come l`attuale. «Il nosiro è inserito in un percorso fatto di centinaia di vertenze, serve a dar respiro più ampio ad ognuna di esse, per poi farle ripartire». Sembra poco, una bisogna sapere cosa accade – anche dal punto di vista psicologico -in tanti posti dì lavoro con pochi addetti, dove ti sembra che nessuno `ti si fili ; né il padrone, né il sindacato, tantomeno la stampa. Far vedere che non si è soli. E farlo vedere anche al padrone. Questa è, in fondo, la molla prima di ogni sciopero.