Il premier: “Meno spesa pubblica” con il Dpef arriva il giro di vite

27/05/2002


SABATO, 25 MAGGIO 2002
 
Pagina 9 – Economia
 
I CONTI
 
Il debito corre verso 3 milioni di miliardi di vecchie lire
 
Il premier: "Meno spesa pubblica" con il Dpef arriva il giro di vite
 
 
 
Nel mirino il costo della sanità. Pensioni, scende l´onere nei prossimi 10 anni
 
ELENA POLIDORI

ROMA – «Incidere sulla spesa». Silvio Berlusconi riconosce che qualcosa nei conti non va; dice che «c´è preoccupazione e non allarme», che il paese va verso un debito di 3 milioni di miliardi di vecchie lire. E annuncia interventi per «rallentare la dinamica della spesa pubblica e cambiare il suo mix»: saranno contenuti nel Dpef, i primi di giugno. Spiega: «E´ necessario che la dinamica di crescita del pil e quella delle spese non siano parallele: quest´ultima poi non deve superare l´andamento del prodotto interno lordo». Sul piano meno tecnico: bisogna «fare delle scelte» e comportarsi «come un padre di famiglia che deve decidere se comprare un frigorifero nuovo o mandare il figlio a studiare inglese negli Usa».
Il pil: ecco il punto. Quanto crescerà? Il governo finora si è detto convinto che l´anno si chiuderà con un più 2,3% e con un deficit-pil dello 0,5%. Ma tutti gli osservatori internazionali e ora anche la Confindustria, ritengono che, al massimo, il pil 2002 aumenterà dell´1,3%. Si tratta di vedere se nel Dpef le cifre originarie saranno riconfermate o, se cambiate, di quanto. Al Tesoro minimizzano. Se anche il paese crescesse quel poco che profetizza la Confindustria o addirittura solo dell´1,2%, l´ipotesi più nera tra quelle previste ufficialmente, i contraccolpi sul deficit sarebbero minimi, di qualche decimo di punto. E se anche per ipotesi alla fine servisse davvero ad una correzione, – 16 miliardi di euro, ipotizzano gli industriali – sarebbe niente rispetto alle maxi manovre degli anni passati, i 90 mila miliardi di Amato nel ’92, o i 50 mila dello stesso Tremonti nel ’94.
Di sicuro la crescita ha a che fare anche con il contesto internazionale. Sul piano interno poi, i dati sono ancora contraddittori: il fatturato ha subìto uno stop, il pil una gelata. Le vendite al dettaglio di marzo, significative per i consumi, hanno invece registrato un balzo del 3%, il più consistente da due anni (a febbraio era stato 0,3%).
Comunque, la spesa sanitaria accelera troppo: l´ha detto Berlusconi. E ieri, nel primo giro di tavolo dedicato al Dpef, ha fornito alcune cifre parlando dell´aumento esponenziale della spesa dal ’95: prestazioni sociali (+40%), redditi dei dipendenti pubblici (+30%), consumi intermedi (+50%), spese correnti (+81%). In compenso migliora la spesa pensionistica: secondo uno studio della Ragioneria, nel periodo 2000-2010 si riduce la dinamica della spesa, con 460 mila assegni erogati in meno.
Incidere sulla spesa, dunque. Il governo vuole reperire risorse per cominciare a ridurre le tasse, avviare le grandi opere e finanziare la riforma degli ammortizzatori sociali