Il premier: “Guerra al partito-Cgil” e Bossi fa il processo ai centristi

15/03/2002


VENERDÌ, 15 MARZO 2002
 
Pagina 10 – Economia
 
IL RETROSCENA
 
Berlusconi impone la disciplina ai ministri, tacciono le "colombe" di An
 
Il premier: "Guerra al partito-Cgil" e Bossi fa il processo ai centristi
 
 
 
 
BARBARA JERKOV

ROMA – Durante il Consiglio dei ministri di ieri mattina, non si è levata nessuna colomba a contestare la delega sull´art.18. Ha taciuto il ministro Alemanno, che ancora l´altro giorno assicurava che «la questione resta aperta» e fino all´ultimo ha tentato di tenere aperto un canale di comunicazione fra Fini e Pezzotta, ma alla fine si è disciplinatamente rimesso alle decisioni della maggioranza, «perché quand´è il momento di schierarsi io sono leale». I centristi non hanno dato battaglia. «Abbiamo offerto il nostro contributo alla discussione», si è limitato a certificare Giovanardi, «ma sono il primo a dire che quando ho sentito Angeletti a Torino dire quello che ha detto, ho capito che non c´era più niente da fare».
Tutti d´accordo, insomma, con grande soddisfazione del premier. «Ben sapendo che a questo punto lo sciopero generale è inevitabile», come è stato costretto a sottolineare più di una volta Maroni. Ma Berlusconi non ha dubbi di aver imboccato la strada giusta: «L´importante adesso è spiegare bene al paese che questa è una riforma per assumere non per licenziare», ha ribadito ai suoi ministri, «poi anche il rapporto con i sindacati lo recupereremo, vedrete». I sindacati, cioè Cisl e Uil, «perché la Cgil ormai è un partito, Cofferati sta giocando una sua partita tutta politica per fare il leader dell´opposizione». Anche con gli altri, con i sindacati «ragiovenoli», non è il caso di rompersi la testa adesso, con questo sciopero alle porte, «ma noi staremo qui cinque anni, c´è tutto il tempo».
Peccato che a guastare l´armonia di squadra sia scoppiata una brutta discussione fra Buttiglione da una parte e Bossi, Urbani e Gasparri dall´altra. Perché quando il ministro centrista, come già aveva fatto Fini, ha sottolineato l´importanza di non chiudere ogni comunicazione con le parti sociali («sull´art.18 non possiamo fare la guerra mondiale, il nostro obiettivo dev´essere una concertazione "alla Ciampi": si cerca sempre l´accordo, poi certo se non si trova, il governo provvede»), il collega forzista è insorto. «D´accordo caro Rocco», ha sorriso Urbani, «ma ammetterai che non è continuando a reclamare lo stralcio come ha fatto in tutte queste settimane il vostro capogruppo Volonté o chiedendo adesso il voto di fiducia che si dà una bella immagine della coalizione». Bossi gli ha subito dato ragione: «Ecco, sì, giustissimo, il vostro Volonté ha fatto un casino inaccettabile». Gasparri ha stigmatizzato a sua volta alcune uscite di Volonté sull´immigrazione. Buttiglione ha reagito piccato: «Respingo le accuse, noi abbiamo fatto dei discorsi di principio che rivendico, nella maggioranza nessuno può conculcare il diritto al dissenso».