Il premier apre al dialogo, Cofferati e Billè lo bocciano

01/10/2001

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ECONOMIA
Domenica 30 Settembre 2001
PROTESTANO I DIPENDENTI PUBBLICI E GLI INQUILINI DELLO STATO. PENSIONI MINIME: AUMENTO AI REDDITI INFERIORI AI 13 MILIONI
Berlusconi: la Finanziaria può cambiare
Il premier apre al dialogo, Cofferati e Billè lo bocciano
Roberto Giovannini
ROMA Silvio Berlusconi difende la bontà della sua Finanziaria, e annuncia la disponibilità dell’esecutivo a cambiamenti e modifiche. Ma come era prevedibile, deve già fare i conti con una fortissima ostilità della Cgil, che con Sergio Cofferati spara contro una «manovra sbagliata e inutile». Il pacchetto di finanza pubblica non convince nemmeno la Confcommercio, e sembra aver scatenato una vera e propria rivolta nel mondo del pubblico impiego, nella scuola e tra gli inquilini di case pubbliche e non. Il Cavaliere, da Padova, spiega che la Finanziaria 2002 è riuscita a coniugare «il rigore con lo sviluppo e il sociale», nonostante l’«extradeficit» lasciato dal governo Amato e la situazione internazionale. Per adesso, dunque, il taglio alla pressione fiscale non poteva non essere modestissimo, nonostante il programma elettorale e le intenzioni, che vengono confermate nella delega per la riforma fiscale attesa a novembre: «Cominciamo con uno zero virgola qualcosa – dice il premier – ma credo che in una situazione come questa sia già straordinario non essere ricorsi alle famose stangate che conosciamo bene». Nel confronto parlamentare – che inizia martedì – il testo potrà essere emendato: «Siamo aperti naturalmente a delle modificazioni, accettando suggerimenti, proposte, richieste da parte della Camera e da parte del Senato». Ma le caratteristiche della manovra «sono sufficientemente delineate», e nonostante le accuse del centrosinistra, sono state rispettati «i principi che avevamo indicato ai cittadini italiani chiedendo la loro fiducia». Anzi: la Finanziaria «ha una precisione millimetrica rispetto ai programmi». Non la pensa così il leader della Cgil Sergio Cofferati. Il sindacalista non replica alle accuse di Tremonti, che lo aveva accusato di essere rimasto deluso dall’intervento su pensioni e detrazioni Irpef, ma va subito all’attacco: «Chi ha creduto nelle promesse elettorali di questo governo – dice parlando ad Arezzo – rimarrà deluso da questa Finanziaria sbagliata e inutile», con «stime delle entrate incredibili e una previsione di crescita che non corrisponde ai dati reali». «Assai grave», poi, è per Cofferati «la scelta di seguire la strada delle deleghe su argomenti importanti quali il mercato del lavoro, la previdenza, le riforme degli enti. Ma anche annunciare una riforma fiscale dopo aver eliminato il vantaggio che il centro sinistra aveva concesso con la riduzione delle aliquote Irpef». «È la conferma – dice il leader Cgil – che il governo non ha interesse né intenzione di discutere con le parti sociali, ma nemmeno di far discutere il Parlamento su argomenti che riguardano milioni di persone». C’è molta freddezza anche nelle parole di Sergio Billé, presidente della Confcommercio. «È una Finanziaria che lascia qualche dubbio – afferma – perché ha lasciato a bagnomaria i consumi. È come affrontare un Gran Premio di Formula Uno con gomme da asciutto quando il cielo è denso di nubi». Perplessi anche gli agricoltori della Cia, secondo cui «la manovra è di basso profilo strategico». Luigi Angeletti, numero uno della Uil, concorda con le tesi di Billé, e punta il dito sull’inadeguatezza dei fondi stanziati per i rinnovi dei contratti del pubblico impiego. Rullano i tamburi di guerra nel mondo della scuola: i professori di liceo saranno costretti, per un effetto collaterale delle norme varate, ad aumentare l’orario di lavoro, passando da 18 a 24 ore di lezione settimanale, sostituendo (senza ricorrere ai supplenti) i colleghi assenti. La norma fa infuriare sindacati confederali ed autonomi della Gilda: Enrico Panini, della Cgil-scuola, afferma che considerando che le spese per istruzione restano congelate e l’assenza di fondi per i contratti, «è una Finanziaria che anziché valorizzare la scuola di tutti, ne inizia la dismissione». Altro fronte caldo, quello della casa. I sindacati degli inquilini – già molto ostili al decreto sulla privatizzazione delle case degli enti – contestano il taglio al di 150 miliardi al fondo di sostegno all’affitto per le famiglie meno abbienti, e parlano di «scippo inaudito». Sul versante politico, l’opposizione insiste con le critiche. Francesco Rutelli afferma che «il governo di destra va indietro rispetto alle riduzioni fiscali fatte dai governi dell’Ulivo», mentre Piero Fassino (Ds) parla di «molto fumo e poco arrosto». Replica il ministro dell’Interno Claudio Scajola, che ricorda gli stanziamenti per la sicurezza e per le forze dell’ordine. Riccardo Pedrizzi (An) definisce «una svolta storica» la decisione dei ministri di autoridursi lo stipendio del 10%; il ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri vorrebbe che altrettanto facessero dirigenti e volti noti della Rai. E si chiarisce (in parte) il «giallo» sugli aumenti delle pensioni minime. Il milione al mese spetterà agli anziani con più di 70 anni che hanno un reddito inferiore ai 13 milioni: sono questi due dei tre criteri che saranno utilizzati dal ministero del Welfare per circoscrivere la platea di pensionati che beneficeranno dell’aumento a partire dal gennaio 2002. Lo annuncia il sottosegretario Alberto Brambilla, spiegando che il terzo criterio adottato per definire i beneficiari saranno i parametri socioeconomici dell’Ise.
 

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