Il posto sarà anche in leasing

07/12/2001

Il Sole 24 ORE.com






    La delega sul lavoro prevede una liberalizzazione dell’outsourcing e l’impiego «in appalto»

    Il posto sarà anche in leasing
    In vista nuove prospettive di business per le società specializzate in affitti «lunghi» di personale
    ROMA – Non c’è solo l’articolo 18 e le temporanee modifiche previste in tre casi. Nella delega sul lavoro già approdata in Senato, c’è in nuce la vera ristrutturazione del nostro mercato del lavoro. Con poche norme il Governo mette mano in uno dei capitoli più delicati e anche più "esplosivi" dal punto di vista dell’impatto organizzativo: le esternalizzazioni aziendali. La novità non è solo nel crollo del muro di divieti di oggi e nella ricostruzione di un nuovo modello di gestione e mobilità del lavoro, ma è anche di tipo finanziario. Infatti, della "ricostruzione" di questo modello si occuperanno soprattutto le società che oggi operano sul mercato, come quelle di interinale, che domani avranno mano libera anche sul collocamento, sullo staff leasing, sulla formazione. Società che diventeranno dei veri e propri protagonisti del mercato finanziario come è accaduto anche negli Stati Uniti (vedi articolo in basso). Il business diventa infatti molto più largo che in passato: la delega consentirà loro di intraprendere più attività in sinergia mentre oggi c’è il vincolo dell’oggetto sociale esclusivo. Già le società attualmente presenti sul nostro mercato stanno pensando a come riorganizzarsi, ma c’è da aspettarsi l’arrivo di nuovi colossi dall’estero, un po’ come è avvenuto nel ’97 quando la legge Treu introdusse l’interinale. Più "affari", quindi, e non solo perché si potrà operare a tutto campo sul mercato del lavoro (dal collocamento all’interinale alla formazione) ma anche perché nella delega si introducono nuove fonti di business, come lo staff leasing. In particolare, sono tre le modifiche giuridiche che ridisegneranno il quadro della gestione del personale: abolizione del divieto di intermediazione di manodopera (legge 1369), introduzione della somministrazione di manodopera (staff leasing) e semplificazione dei trasferimenti di ramo d’azienda. In pratica, nel momento in cui entreranno in vigore le nuove norme, un’azienda per motivi di carattere tecnico-organizzativo potrà rivolgersi a un’agenzia (sul tipo di quelle che oggi forniscono lavoro interinale) e stipulare un contratto di durata variabile attraverso il quale prende in affitto manodopera. La differenza con l’interinale è nella durata del contratto, che non sarà così breve e che potrà essere addirittura a tempo indeterminato, ma soprattutto lo staff leasing diventa uno strumento di gestione del personale un po’ più strutturale e meno congiunturale. Per esempio, per aprire una nuova linea di prodotti, l’impresa si potrà rivolgere a un’agenzia e ottenere un determinato stock di occupati per il periodo di tempo stabilito nel contratto. Questo vuol dire che l’azienda non avrà più in carico rapporti di lavoro, nè la gestione di questi, che faranno capo direttamente all’agenzia. Nel momento in cui scade il contratto, l’azienda potrà rinnovarlo o interromperlo senza conseguenze dirette sui lavoratori che saranno a tutti gli effetti dipendenti solo dell’agenzia. «Queste non sono solo misure di modernizzazione del mercato – spiega Marco Biagi, uno degli estensori del Libro bianco e delle delega-lavoro – ma anche di regolarizzazione: la legge 1369 viene spesso aggirata dalle aziende attraverso contratti di fornitura di servizi commerciali che in realtà nascondo fornitura di manodopera. In questo modo consentiamo alle imprese di operare in trasparenza». Non si tratta però di destrutturazioni, precisa Biagi: «Lo staff leasing sarà limitato ai casi previsti dalla contrattazione collettiva». E più agevoli diventano anche i trasferimenti di ramo d’azienda. Previsti nel codice civile all’articolo 2112, il Governo con la delega intende semplificare la normativa rendendo meno burocratico ricorrere all’outsourcing. Attualmente, il trasferimento è possibile solo per ramo d’azienda autonomo, nella delega è invece prevista la cancellazione dell’aggettivo "autonomo" per aprire maggiori varchi all’esternalizzazione.
    Lina Palmerini
    Venerdí 07 Dicembre 2001
 
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