Il portiere diventa custode

26/01/2005


             
            mercoledì 26 gennaio 2005
            pagina 51 
             
            Il portiere diventa custode
             
            Iniziativa della regione Lombardia, comune di Milano, Aler e ministero di Sirchia.
            Progetto pilota per assistere anziani e disabili
            Gianfranco Di Rago
            Il portiere del condominio si spoglia degli abiti tradizionali e si trasforma in fornitore di servizi di assistenza a favore di anziani e disabili. Dopo il successo dell’iniziativa ´portieri sociali’, sperimentata dal comune e dall’Aler di Milano a partire dal 2002, nella scorsa estate la regione Lombardia ha deciso di affiancare a questi ultimi anche i cosiddetti ´custodi sociali’, avviando il progetto ´Evoluzione del custode socio-sanitario nell’area metropolitana di Milano’.

            In collaborazione con il ministero della Salute, guidato da Girolamo Sirchia, il comune di Milano, l’Aler e altri enti appartenenti al terzo settore, l’amministrazione regionale ha stanziato la somma di 375 mila euro e sta sperimentando l’iniziativa, che attualmente riguarda 29 portinerie del capoluogo lombardo (delle quali 16 di proprietà del comune e 13 dell’Aler), impiegando 50 operatori per assistere circa 12 mila anziani. Iniziative analoghe (sostenute dal ministero della sanità, che ha stanziato a tal fine 750 mila euro) sono state estese anche al Lazio, al Piemonte e alla Liguria.

            Ma di che cosa si tratta esattamente? La figura del portiere sociale rappresenta una sorta di evoluzione di quella che in passato era la mansione del custode. Dato che oggi i servizi di pulizia degli alloggi di edilizia residenziale pubblica sono affidati all’esterno, il portiere sociale si occupa di prestare assistenza agli anziani e alle altre persone in difficoltà che abitano nell’edificio, compiendo un giro quotidiano degli alloggi, attivando i servizi di prima necessità e prestando aiuto nello svolgimento delle incombenze giornaliere: dalla spesa al pagamento delle bollette. Il servizio del portierato sociale è destinato a coprire l’intero arco della giornata e consente alle persone in difficoltà di mettersi in contatto con il portiere mediante una semplice telefonata a un apposito centralino, che smista le richieste di intervento. Il custode sociale, in particolare, è un dipendente di un’associazione di volontariato, cui possono essere affiancati giovani che effettuano il servizio civile, appositamente formato per prestare assistenza agli anziani e ai disabili. Si tratta per lo più di operatori provenienti dall’area socio-sanitaria, con un’accurata formazione in materia e in grado quindi di riconoscere e soddisfare i bisogni degli anziani. I custodi devono essere in grado di offrire sia una pronta assistenza (nei casi più semplici) sia di attivare nelle ipotesi di emergenza la rete dei servizi presenti sul territorio. La professionalità del custode sociale e il ruolo di mediatore da questi svolto nei confronti dei servizi di assistenza vengono quindi chiamati a integrarsi con la funzione di riferimento per gli inquilini, che è propria del portiere degli edifici Erp.

            Il comune di Milano ha calcolato che sono più di 91 mila gli anziani con più di 75 anni che vivono da soli, spesso in zone particolarmente disagiate della città. I dati raccolti dall’Aler per il 2003, relativamente al servizio di portierato sociale, hanno rilevato che ben il 53,6% delle richieste di intervento, su un totale di 18.307, sono state motivate semplicemente dal bisogno di combattere la solitudine e scambiare quattro chiacchiere. Ecco perché i custodi sociali sono anche chiamati a ideare e organizzare appositi momenti di svago e di aggregazione, come per esempio feste e spettacoli nei cortili degli edifici, gite e uscite a carattere ricreativo. (riproduzione riservata)