Il popolo della Cgil sfila contro la Finanziaria

02/12/2002






            (Del 1/12/2002 Sezione: Interni Pag. 5)
            NAPOLI, NELLA MANIFESTAZIONE DISCORSI E SLOGAN ANCHE CONTRO LA «DEVOLUTION»
            Il popolo della Cgil sfila contro la Finanziaria
            Epifani: «E´ una legge che taglia le ali al Mezzogiorno»

            inviato a NAPOLI
            È imponente il corteo organizzato dalla Cgil contro la Finanziaria e la devolution. Dal palco dicono 250 mila partecipanti, la questura prima parla di 70-80 mila e poi di soli 40 mila: la stima delle forze dell´ordine pare decisamente risicata, ma la verità è che mai come questa volta è impossibile farsi un´idea realistica. A un certo punto, infatti, sul cielo di Napoli esplode un torrenziale acquazzone che fa praticamente dissolvere il colorato serpentone dei manifestanti, tutti a correre alla caccia di riparo. Più tardi, il sole torna a brillare tra le nuvole, e dal palco montato in Piazza Plebiscito – splendida, e davvero da cartolina è la vista del mare e del Vesuvio – il segretario della Cgil Guglielmo Epifani non nasconde la sua soddisfazione per il successo dell´iniziativa. Un´iniziativa che era stata promossa su una parola d´ordine – la lotta a una Finanziaria considerata dannosa per il Mezzogiorno – e poi, complice l´attualità, ha accumulato obiettivi e motivazioni. Quindi, un risonante «no» al progetto Bossi sulla devolution, che per il sindacato di Corso d´Italia mira a dividere il paese e a togliere diritti universali ai cittadini. E dopo gli arresti dei leader del movimento antiglobalizzazione, il tentativo di dialogo – se non di costruzione di un´alleanza – tra Cgil e noglobal ha trovato un nuovo terreno concreto, dopo le giornate di Firenze. E così, venerdì pomeriggio Epifani ha avuto un lungo incontro con una rappresentanza del Napoli Social Forum, che ha ricambiato con una notevole partecipazione alla manifestazione nella parte finale del corteo, quella che a Piazza Plebiscito non c´è mai arrivata. E sempre Epifani, nel corso del suo intervento conclusivo, è stato molto esplicito sulla vicenda degli arresti di Caruso e compagni: «La Cgil – ha detto – non può non sperare che dal Tribunale del Riesame di Cosenza arrivi la buona notizia, e che siano liberate le persone arrestate sulla base di accuse che sono subito parse sproporzionate e strane. Le speranze dei giovani non vanno fermate e non vanno represse». Il corteo è stato assolutamente pacifico e gioioso. Molto più arrabbiati rispetto ai «Disubbidienti» sono sembrati a tutti i lavoratori della Fiat di Termini Imerese, che con il loro striscione «sciopero generale, no alla chiusura» aprivano la manifestazione. Acclamatissimo ma in assoluto silenzio ha sfilato anche Sergio Cofferati. Sorridente al momento dell´abbraccio con Epifani, l´ex segretario generale – da qualche mese impegnatissimo tra lavoro alla Pirelli e una miriade di incontri e dibattiti politici – ha ricevuto come di consueto applausi dagli astanti, prima di allontanarsi dalla manifestazione per andare di gran volata a Roma a presentare una nuova iniziativa di Emergency. Molte le personalità della sinistra politica presenti: tra gli altri, il Presidente della Campania Antonio Bassolino, Pietro Folena dei Ds, Alfonso Pecoraro Scanio dei Verdi. Applaudito, in piazza, l´appassionato discorso del numero uno della Cgil molisana, Michele Petraroia, che ha denunciato l´inazione del governo dopo il terremoto di San Giuliano. Dal palco, Epifani ha tuonato con forza contro le scelte della maggioranza e del governo, che a dire del leader Cgil, «sta portando l´Italia alla bancarotta e al declino». In primo luogo, con la scelta della devolution. Per Epifani, «federare vuol dire unire, e la Cgil si opporrà al tentativo opposto, quello di dividere, per dividere i diritti universali alla scuola, alla formazione, alla sicurezza. A Bossi e al governo diciamo: non passerete, non vincerete la sfida per dividere il Paese». A seguire, le critiche alla Finanziaria che taglia le ali al Mezzogiorno, le accuse alla «finanza creativa» del ministro dell´Economia Giulio Tremonti: «ci eravamo accorti che non era Quintino Sella – ha detto Epifani – ma non è nemmeno Colbert. È un ministro che fa il fiscalista solo nell´interesse dei ricchi e dei furbi». Ancora, accuse al sistema delle imprese, che «non hanno il coraggio di innovare e competere di cui ha parlato il presidente della Repubblica», e un giudizio preoccupatissimo sul caso Fiat. Per il sindacalista, «sbaglia l´azienda», che con il suo piano di ristrutturazione non scommette su sé stessa, e «sbaglia il governo», che non si accorge «che questo paese ha già rinunciato alla chimica, all’informatica e alle telecomunicazioni». Infine, dopo un attacco al «giapponese in trincea» Antonio Baldassarre (presidente di una Rai che ha «oscurato» le lotte della Cgil), due annunci. Uno, festeggiato con tanto di brindisi: la raccolta di firme avviata in estate dalla Cgil sull´articolo 18 ha toccato quota 5.060.000 adesioni, «certificate e raccolte una per una». L´altro, che ora Napoli passa il testimone a Milano, dove in gennaio – spiega Epifani – si terrà un´altra maximanifestazione per i diritti e contro la riforma dell´articolo 18.

            Roberto Giovannini