Il Piano: disoccupati, sussidi più lunghi e ricchi

28/03/2002




IL PIANO

Disoccupati, sussidi più lunghi e ricchi

Dopo Pasqua verrà approvata la modifica del collocamento elaborata da Marco Biagi

      ROMA – L’ultimo lavoro che l’economista bolognese Marco Biagi aveva fatto per il governo è pronto e sarà varato dopo Pasqua dal consiglio dei ministri. E’ il decreto legislativo sulla riforma del collocamento, che dovrebbe essere il primo passo nella riforma degli ammortizzatori sociali. Il provvedimento definirà per la prima volta lo «stato di disoccupazione» e fisserà per i disoccupati due termini. Il primo (3 o più mesi dalla dichiarazione dello stato di disoccupazione) è quello entro il quale chi resta senza lavoro avrà il diritto ad avere un «colloquio di orientamento». Il secondo è quello entro il quale lo stesso disoccupato dovrà ricevere una proposta di lavoro o, in alternativa, di formazione. Nel decreto è prevista inoltre la creazione dell’anagrafe dei lavoratori: una grande banca dati che conterrà la storia lavorativa di ogni persona, allo scopo di fornire informazioni per combattere, fra l’altro, la disoccupazione di lunga durata. Il secondo passo della riforma sarà quindi il decreto delegato relativo alla legge delega sul mercato del lavoro presentato dal ministro del Lavoro Roberto Maroni. Quel provvedimento punta a razionalizzare gli ammortizzatori sociali attualmente esistenti, fissando anche norme più rigorose per le proroghe della cassa integrazione e dell’indennità di mobilità, e stabilendo il principio che la concessione dei sussidi dev’essere incrociata con la formazione continua. Questo significa che se il disoccupato dovesse rifiutare di frequentare corsi di formazione (o non risultasse presente) perderebbe il diritto all’indennità. Il terzo passo sarà l’irrobustimento dei sussidi alla disoccupazione, che avverrà con il prossimo Dpef e la legge finanziaria 2003. L’indennità di disoccupazione, oggi pari al 40% della retribuzione, sarà portata dagli attuali sei mesi a un anno, e verrà modulata diversamente. L’importo iniziale verrà aumentato (per esempio al 60%), ma decrescerà con la durata, arrivando magari a un livello più basso di quello attuale (30%). Questi primo pilastro, valido per tutti, sarà affiancato da un secondo pilastro integrativo: la cassa integrazione riformata, per le categorie che già ce l’hanno, e una forma di sussidio aggiuntivo concordato fra le parti per le altre categorie.
Sergio Rizzo


Economia