Il Piano del Presidente Obama per il lavoro la riduzione del deficit

The American Jobs Act, il piano per il lavoro del presidente Obama
29/09/2011

Nei giorni scorsi il presidente Usa, Barak Obama, ha lanciato un piano per il lavoro, come risposta alla perdurante crisi economica e sociale e ad una ripresa debole e comunque priva di ricadute positive sul mercato del lavoro.

Il piano prevede un investimento di 447 miliardi di dollari, suddivisi in 70 miliardi di sfravi degli oneri sociali e di fscalizzazione degli investimenti finalizzati alla creazione di nuovi posti di lavoro o all’aumento dei salari; 140 miliardi in investimenti infrastrutturali con importanti ricadute occupazionali; 62 miliardi di sostegno all’occupazione tramite una riforma ed estensione dei sussidi di disoccupazione e piani di incentivazione al lavoro per giovani, disoccupati di lungo termine e lavoratori a basso reddito; 175 miliardi di riduzioni fiscali per i lavoratori dipendenti e i redditi medi e sostegno alla famiglie non in grado di pagare i mutui sulla propria casa.

Questo piano – per il quale il presidente si è appellato ad un sostegno bipartisan – sarà finanzaito dalle politiche fuiscali e di bilancio, senza aggravare il deficit.
Pochi giorni dopo la sua presentazione, infatti, l’amministrazione Obama ha presentato un aggiornamento del piano di riduzione del deficit, basato, da un lato, su riforme fiscali e riduzione della spesa, dall’altro, sulla cosiddetta "norma Buffet" per far pagare più tasse ai contribuenti e alle imprese più ricche.

Senza indulgere in atteggiamenti acritici e pedissequamente imitativi, conoscere e verificare l’effettiva attuazione dei piani di Obama ci sembra utile di fronte al panorama italiano ed europeo di scelte monetarie, fiscali ed economiche inique e recessive.

In allegato la traduzione della presentazione ufficiale dell’American Jobs Act e di una sintesi delle proposte di riforma fiscale e riduzione del deficit dell’amministrazione Usa.

A cura di: Danilo Barbi – Mauro Beschi – Leopoldo Tartaglia