Il Pdl rilancia l’arbitro per i licenziamenti

12/05/2010

ROMA— Di nuovo scontro sull’arbitrato di lavoro. Ieri il relatore di maggioranza al Senato, Maurizio Castro (Pdl), ha annunciato che presenterà un emendamento al disegno di legge per cancellare la modifica introdotta a sorpresa alla Camera, dove è passato un emendamento dell’opposizione (Cesare Damiano, Pd) che depotenzia la riforma del governo. Riforma rinviata il 31 marzo alle Camere dal presidente della Repubblica per sospetta incostituzionalità. Dopo il rinvio il governo ha accettato di cambiare i punti sui quali Giorgio Napolitano ha sollevato i dubbi maggiori. In particolare, l’arbitro non potrà più intervenire sui licenziamenti. L’emendamento Damiano ha però introdotto una grande novità, stabilendo che il lavoratore non dovrà scegliere più una volta per tutte (firmando, se vuole, la clausola compromissoria al momento dell’assunzione) di devolvere le eventuali controversie all’arbitro, rinunciando quindi ad andare dal giudice. Dopo la modifica passata alla Camera, infatti, il lavoratore sceglierà di volta in volta, al sorgere della controversia, se ricorrere all’arbitro o al giudice. Ma ora l’emendamento Castro cancellerà questa possibilità ripristinando il testo caro al governo: «Noi del Pdl— spiega— investiamo su un patto tra lavoratore e impresa che affidano all’arbitrato la regolazione delle controversie». «Il governo— replica Damiano — vuole limitare la liberà di scelta del lavoratore». Se il provvedimento sarà modificato al Senato, dovrà tornare alla Camera per la settima lettura: un record.