Il Pd prova a ricomporre la frattura tra Cgil, Cisl e Uil ma la strada è ancora lunga. Bersani: andremo avanti

05/04/2011

Il primo a sapere che la strada è ancora lunga e irta di ostacoli. E il silenzio di Susanna Camusso, la leader del sindacato di Corso Italia, è lì a ricordarglielo. Ma il numero uno del Pd, Pierluigi Bersani, è deciso a non mollare la presa. Così al termine dell’incontro, promosso oggi dai democratici tra i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, la road map per nuovi confronti è già tracciata. Le distanze, per il momento, restano però in piedi, ma tutti alla fine sembrano comunque apprezzare l’idea di aprire un tavolo per provare a ricucire gli strappi consumatisi nei mesi scorsi.
Bonanni (Cisl): non c’è un solo sindacato ma realtà diverse
Certo il numero uno della Cisl,
Raffaele Bonanni, ci tiene a mettere i puntini sulle "i". «Ci sono realtà diverse – dice – non c’è un solo sindacato, ce ne sono altri radicati con milioni di iscritti, chi ha orecchie per intendere intenda». Insomma, le tensioni sorte attorno alla riforma del modello contrattuale, e acuite poi dalla vicenda Fiat, non sono ancora alle spalle. Anche se Bonanni riconosce che «è stata una discussione buona e interessante e pare si voglia continuare ad approfondire gli argomenti».

Angeletti (Uil): ancora diversità con Cgil sui contratti
Le differenze, però, sono tutte ancora lì. Lo dice con chiarezza anche
Luigi Angeletti, segretario della Uil. «Abbiamo ancora diversità non occasionali per quanto riguarda il modello contrattuale». Ma, aggiunge, «discutere è sempre utile e sulla rappresentanza è difficile spiegare quali siano le differenze con la Cgil. Per il nostro sindacato il 90% del problema è fare i contratti». Anche quando ciò si è tradotto in pesanti fratture con la Cgil che si è molto spesso smarcata dalle altre confederazioni.
Bersani: continueremo discussione
Ma è una frattura che i democratici vogliono provare a ricomporre. «L’incontro è andato bene – commenta soddisfatto Bersani al termine della riunione – andremo avanti con la discussione. Il Partito Democratico è un partito di governo momentaneamente all’opposizione ed è interessato a discutere con le parti per far sì che il lavoro abbia più ruolo perché serve alla ripresa, alla crescita e alla redistribuzione e per far questo abbiamo bisogno di interlocutori forti». Perché un sindacato diviso non serve a nessuno, men che mai ai democratici. Che hanno spesso riprodotto al loro interno le stesse fratture che agitano il mondo sindacale.