Il Pd: guerra agli stage truffa e un reddito minimo sicuro

30/03/2011

Precarietà zero. Una campagna in re mosse e in innumerevoli mobilitazioni i piazza (la prima il 9aprile con lo slogan «Il nostro tempo è adesso»), per tutelare il lavoro, on lasciare soli i giovani, garantire loro un reddito dignitoso. Ieri hanno presentato il primo tassello, che riguarda stagisti e praticanti, l’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano, il responsabile economico del Pd Stefano Fassina, il segretario dei giovani democratici Fausto Raciti, Eleonora Voltolina di «Repubblica degli stagisti» e Ilaria Lani, giovani Cgil. La battaglia comincia in parlamento con una proposta di legge (primo firmatario Damiano) che mette «paletti» precisi al regime degli stage (non più di 9 mesi, escluse le sostituzioni di personale in organico, vietata un’attività manuale e ripetitiva). Il testo prevede inoltre un contratto scritto e una borsa di studio pari al 30% dei lavoratori dell’azienda e comunque non inferiore a 400 euro mensili, oltre che il rimborso di alcuni servizi. Si richiedono poi limiti numerici alla presenza degli stagisti, parametrati sul numero complessivo di dipendenti. Ultima novità, l’introduzione di penalità per chi non rispetta le regole, fino all’obbligo di assunzione atempoindeterminato.
SENZA LAVORO
«Ogni anno in Italia si attivano circa 300mila stage – spiega Damiano – si è arrivati a una crescita abnorme, ma l’accesso al lavoro stabile invece ha un andamento contrario. Più stagisti, menoposti remunerati. Vogliamo rompere questo meccanismo». Proposte analoghe si prevedono per i praticanti di studi professionali, che secondo cifre di Confprofessioni oggi sono 300mila. «Vogliamo imprimere una direzione virtuosa per le ziende – continua Damiano – le
quali devono mirare alla stabilizzazione».
«La proposta del Pd è complessiva, e riguarderà anche il lavoro autonomo e le tutele degli atipici – continua Fassina – Noi insistiamo su un punto: la rilevanza della crescita del Pil, perché senza quella il mercato del lavoro soffre. Ebbene, negli ultimi 15 anni tutta questa precarietà non ha creato produttività, anzi l’ha ostacolata. Il lavoro precario è andato a svantaggio degli investimenti più produttivi e innovativi ». Testimone delle esperienze più sofferte dei giovani stagisti in Italia («ce ne sono anche alle pompe di benzina o dai tabaccai », spiega), Voltolina ha lanciato un appello al ministro Renato Brunetta: conoscere il numero di quelli impegnati nella pubblica amministrazione. «Ne stimiamo tra i 100 e i 200mila», dichiara. Altro «nemico» dei giovani, la confusione tra volontariato e lavoro, frequente nelle onlus. «La Cgil ha già lanciato la campagna “non più disposti a tutto” – ha aggiunto Lani – Bisogna insistere sulla distinzione tra stage e lavoro. E anche sul fatto che i giovani hanno bisogno di lavorare adesso: non possono più aspettare». Il pd parte in quarta, lancia la campagna e attacca in parlamento. Basterà a convincere la maggioranza. «Difficilissimo – dice Raciti – Sacconi continua a chiederci solo un gran bagno di umiltà. Ma proprio per questo è importante mobilitarci, per cambiare l’agenda politica«.