«Il patto? Molto fumo e poco arrosto»

08/07/2002







Del 7/7/2002 Sezione: Interni Pag. 3)
«Il patto? Molto fumo e poco arrosto»
Rutelli critico ma la Margherita non seguirà la Cgil sul referendum


inviato a IMPRUNETA
Dopo averci riflettuto per ventiquattro ore, Francesco Rutelli annuncia la «linea» e lo fa con quel linguaggio popolare, per proverbi, che il leader dell´Ulivo tanto ama: «Il Patto per l´Italia? Ancora una volta tanto fumo, paroloni e annunci. Ma chiedo: l´arrosto c´è? Se ad una famiglia si tolgono centomila lire di tasse e però crescono i ticket sulle medicine e le tariffe, si aumentano le tasse locali, chi ci guadagna?». A caldo Francesco Rutelli aveva preferito tacere, ma dopo averci rimuginato, alla fine ha collocato l´Ulivo sul fronte del «no» al Patto per l´Italia. Ma Rutelli lo ha fatto, ieri pomeriggio, calibrando molto bene le parole: «Vogliamo vederci chiaro», «ma evitiamo giudizi trancianti e rispettiamo le posizioni di chi ha firmato», perché «siamo rispettosi dell´autonomia del sindacato dalla politica: se la politica va dietro al sindacato o viceversa, ci rimettono entrambi». Rutelli, ovviamente, ha confermato che i gruppi parlamentari dell´Ulivo voteranno contro «qualsiasi modifica all´articolo 18», ma il giudizio negativo sul Patto non è granitico e soprattutto Rutelli evita di mettere all´indice Cisl e Uil. E il motivo è semplice: nelle prossime settimane si aprirà una partita complicatissima tra Ds, Margherita e Sergio Cofferati. Il leader della Cgil è sulla cresta di un´onda popolare che tende a non incresparsi. Due sere fa la popolarità di cui gode Cofferati è stata misurata dal diverso impatto avuto dal segretario della Cgil e da quello dei Democratici di sinistra Piero Fassino, presenti entrambi alla festa dell´Unità di San Lazzaro, vicino a Bologna: ovazioni al primo, applausi caldi al secondo. Eppure sul fronte della Margherita si prepara qualche sorpresa. In alcuni interventi pronunciati ieri nel convegno dei rutelliani all´Impruneta si preannuncia uno smarcamento del partito di Rutelli rispetto alle iniziative più incisive annunciate dalla Cgil, a cominciare dalla raccolta di firme per i referendum abrogativi di alcune norme del Patto per l´Italia. Dice Paolo Gentiloni, il «Dottor Sottile» della Margherita: «L´accordo tra le parti sociali non merita né salti di gioia né barricate. Bisognerà lavorare molto in positivo, in particolare sugli ammortizzatori e sul fisco». Ma è sulla Cgil che il braccio destro di Rutelli fa capire che la Margherita si prepara ad avere una linea diversa: «Sia chiaro, ci batteremo per evitare l´isolamento della Cgil e la sua criminalizzazione. Ma l´interpretazione più radicale delle posizioni della Cgil rischia di portare fuori strada». In altre parole, la Margherita si prepara a non partecipare alla raccolta di firme annunciata dalla Cgil per i referendum che puntano all´abrogazione delle norme scaturite dal Patto di due giorni fa, e in particolare quella che modifica sia pure indirettamente l´articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Ma l´ambizione della Margherita, almeno nelle enunciazioni teoriche, è anche un´altra. Dice Gianni Vernetti, un quarantenne della «covata» rutelliana: «Guai a considerare Uil e Cisl alla stregua di traditori, guai a lasciarle sole. La Margherita deve proseguire il dialogo con tutti i sindacati e diventare sempre più l´interlocutore privilegiato di tutto il mondo non dipendente, dal web design all´erborista, dal "cococò" al lavoratore interinale». Aggiunge Francesco Rutelli: «Noi teniamo molto ai nuovi diritti, vogliamo cioè difendere non soltanto i diritti che ci sono ma crearne di nuovi per chi è precario e forse è stato un po´ dimenticato», con allusione non malevola ma evidente ai sindacati confederali, Cgil in testa. Mercoledì si terrà l´incontro tra Sergio Cofferati, i leader dell´Ulivo, Antonio Di Pietro e Rifondazione Comunista. Incontro collegiale richiesto dal leader della Cgil sul quale Rutelli non a caso si mantiene prudente («vedremo») e a chi gli chiede «cosa bolla in pentola» nei rapporti con Cofferati, Rutelli se la cava con una battuta, «non sono un cuoco». Ma in compenso il leader del centrosinistra annuncia una novità importante, che conferma l´esigenza dell´Ulivo di non schiacciarsi sulla sola Cgil: «Incontrerò presto – anticipa Rutelli – i rappresentanti di tutte le forze sindacali e sociali». Certo, Rutelli spiega che bisogna evitare una frattura irreversibile fra i sindacati e sostiene che serve «un ponte, perché la rottura non sarebbe nell´interesse di chi lavora».

Fabio Martini