Il Patto di Catania crea 500 occupati

23/07/2002

23 luglio 2002



Bilancio positivo del piano per i senza lavoroIl Patto di Catania crea 500 occupati

Giambattista Pepi

CATANIA – Quarantasette cooperative di produzione e ventitré piccole imprese hanno consentito la creazione di oltre 500 nuovi posti di lavoro a beneficio soprattutto di giovani in cerca di prima occupazione, disoccupati ed ex cassintegrati. È incoraggiante il primo consuntivo del Patto per il Lavoro, presentato dal sindaco del Comune di Catania, Umberto Scapagnini, a due anni di distanza dalla firma dell’accordo. Dal 2000 ad oggi, il Patto (il secondo in Italia, dopo Milano) stipulato dai sindacati e dalle associazioni di categoria, ha consentito, con il sostegno finanziario del Comune, l’avviamento di 47 cooperative, che hanno complessivamente assorbito 259 addetti, in gran parte disoccupati. Attraverso interventi agevolativi, è stata inoltre favorita la nascita di 23 imprese che operano in particolare nei settori manifatturiero, dei servizi alle imprese, turistico, culturale, di ristorazione e di riqualificazione immobiliare, con 276 lavoratori precari definitivamente stabilizzati. Altre 46 imprese saranno avviate entro l’anno. L’insieme delle iniziative imprenditoriali ha impegnato poco più di 1,5 milioni di euro, dei quasi 2,5 milioni stanziati nel bilancio a sostegno delle misure del Patto. «La verifica – dice il sindaco di Catania, Umberto Scapagnini -, che c’era stata chiesta al tavolo di concertazione, ci lascia soddisfatti, e ci consente di avanzare proposte, che possano contribuire ad accelerare alcuni argomenti, già aperti attraverso un riesame critico». Oltre al recupero dei lavoratori licenziati, ed al sostegno di attività imprenditoriali esistenti, il Patto per il lavoro ha permesso il potenziamento degli sportelli multifunzionali nelle sedi delle dieci municipalità, che operano come "stazioni" permanenti per l’orientamento al lavoro; l’avvio, per la prima volta, di un’analisi territoriale sui fabbisogni formativi delle imprese, che dovrebbe consentire l’individuazione delle figure professionali più utili al mercato del lavoro, i tirocini formativi (19 già avviati ed altri 40 pronti a decollare), ed il censimento delle aree disponibili nella zona industriale. Non hanno trovato applicazione soddisfacente invece il microcredito alle imprese, a causa della lunghezza delle procedure ed alcune misure previste per la formazione in impresa.