Il pastrocchio integrativo

26/09/2002

          26 settembre 2002



          Il pastrocchio integrativo
          Pessimo accordo nel gruppo Coin: aumenta la precarietà a spese dei giovani


          MANUELA CARTOSIO


          MILANO
          L’area programmatica Lavoro e Società della Filcams Cgil giudica negativamente il contratto integrativo per il gruppo Coin appena siglato dai tre sindacati del commercio. «Non è coerente con la strategia della Cgil centrata sulla difesa e l’estensione dei diritti ai nuovi assunti e sulla lotta al lavoro precario», dice Maurizio Scarpa, della segreteria nazionale della Filcams. «Diversi punti dell’accordo stridono con la battaglia su cui tutta la Cgil è impegnata da mesi e con le parole d’ordine dello sciopero generale del 18 ottobre». Se la svolta della Cgil non si traduce in pratica contrattuale, «qualcosa non va», afferma Dora Maffezzoli, della Filcams milanese. Lo «scostamento» tra il dire e il fare deve essere consistente se anche il segretario della Filcams lombarda Fabio Sormanni, che non milita in Lavoro e Società, non ha remore a esprimere «forti riserve e perplessità» sull’integrativo Coin firmato dai vertici nazionali di Filcams, Fisascat e Uiltucs. L’integrativo raddoppia la durata del salario d’ingresso dagli attuali 24 a 48 mesi. Per tre anni i nuovi assunti prenderanno 180 mila lire al mese in meno dei vecchi assunti, il quarto anno la differenza sarà di 126 mila lire. Anche l’apprendistato si allunga da 36 a 42 o a 48 mesi (a seconda della qualifica): si abbandona l’ipotesi di maggior favore prevista dal contratto nazionale per applicare quella peggiore. Si introduce il «contratto week end» per studenti lavoratori; per otto ore di lavoro alla domenica percepiranno una maggiorazione solo del 30% sulla paga base (mentre per gli altri dipendenti è del 100%). I «contratti week end», inoltre, saranno a totale discrezione dell’azienda, non essendo prevista alcuna contrattazione nei punti vendita o di zona. Infine, l’aumento salariale è un premio totalmente legato al raggiungimento di obiettivi di vendita fissati unilateralemente dall’azienda, sia per i punti vendita che per piccolissimi «team» di lavoratori. Ad esempio, su venti commesse che lavorano in un reparto, tre che vendono giacche avranno un obiettivo, quattro che vendono biancheria intima un altro e così via. Ovvio che si troverà il modo per fissare obiettivi difficilmente raggiungibili per «team» scomodi. Se tutti gli obiettivi saranno raggiunti, il premio sarà di 2.500 euro. Riassumendo: la forbice tra giovani e vecchi si allarga invece di restringersi, l’aumento salariale è per intero variabile. «Non erano queste le cose che avevamo scritto nella piattaforma», osserva Dora Maffezzoli, «per questo nelle assemblee che dovranno esprimersi sull’accordo noi di Lavoro e società daremo un giudizio negativo». L’integrativo Coin, aggiunge Maurizio Scarpa, oltre che brutto in sé è per sé, getta una pessima luce sul contrattato nazionale del commercio che scade a fine anno. Sul quale la Filcams «continua a tacere», mentre i metalmeccanici della Fiom per il loro contratto le carte le hanno già messe sul tavolo. In tutti gli integrativi la Lombardia, dove la presenza del sindacato è più forte e si parte da condizioni più favorevoli, finisce sempre per rimetterci, dice Sormanni. L’esito delle vertenze è sempre un compromesso, «spiace però che per il gruppo Coin non si sia provato neppure a ottenere qualcosa di più. La trattativa è durata nove mesi e non si è fatta neppure un’ora di sciopero». Perché gli scioperi non fanno male alle grandi catene, secondo alcuni. «Perché scioperare non si usa più», secondo Dora Maffezzoli.

          Il gruppo Coin ha 7 mila dipendenti e 300 punti vendita (Coin, Oviesse, Bimbus, Act, Kid’s Planet). In dirittura d’arrivo, è questione di ore, l’integrativo per i 30 mila del gruppo Rinascente. E’ rimasto incagliato per mesi per «armonizzare» le condizioni di chi lavora nei marchi acquisiti con quelle di chi lavora alla Rinascente. A quanto sembra, l’obiettivo è stato ragginto solo in parte e con un escamotage: 8 mila dipendenti avranno un premio aggiuntivo, legato agli utili.