Il paracadute della Cig per 6mila dipendenti

25/03/2013

Riduzione dell`orario di lavoro, taglio degli stipendi, ammortizzatori sociali. E, come extrema ratio, i licenziamenti. La crisi non risparmia i dipendenti dei professionisti, un esercito che secondo le stime oscilla tra 75omila e 1,2 milioni di persone, in 9 casi su dieci donne e in grande maggioranza (77%) con il contratto a tempo indeterminato. Le statistiche ufficiali, elaborate da Confprofessioni, parlano di circa 6mila persone -tra segretarie, impiegati e assistenti di poltrona – messe in cassa integrazione nel 2012, una "conquista" recente per la categoria, autorizzata alla Cig in deroga dal 2009. Ma secondo il Cup, il Comitato unitario degli ordini e dei collegi professionali, su 1,8 milioni di persone tra dipendenti diretti e non degli studi professionali, circa il 20% ha beneficiato del paracadute della Cig almeno una volta negli ultimi anni. E l`andamento dei dati "certificati" segna una forte crescita: +65% in un anno, con aumenti maggiori per alcune categorie. Gli avvocati registrano un +347%, inotai +36o%, gli psicologi addirittura il +448%, mentre il record assoluto va agli studi che si occupano digestione del personale in conto terzi con un exploit del +3.193% (dalle poche decine del 2011fino al migliaio dell`anno scorso). «Il trend è preoccupante- commenta Gaetano Stella, presidente di Confprofessioni – e, seppure i numeri siano contenuti, riflette le difficoltà degli studi che in alcuni settori registrano cali pesanti di fatturato e ritardi notevoli per incassare le parcelle». Gli fa eco Danilo Lelli, responsabile nazionale Filcams-Cgil per gli studi professionali: «I numeri del disagio sono ben più alti, perché in tanti ignorano la possibilità di chiedere la cassa integrazione: in sofferenza sono soprattutto le realtà che lavorano con la Pa, come i laboratori di analisi e gli psicologi». In molti casi, poi, si tratta di uffici di taglia small, con pochi dipendenti, in cui dominano i rapporti personali e difficilmente si coinvolgono le parti sociali. «Le riduzioni d`orario e di stipendio evidenzia Gabriele Fiorino, segretario nazionale Uil-Tucs – si concordano direttamente, e si arriva al licenziamento solo quando non ci sono alternative». Il part-time orizzontale è in aumento: dal 35% del 2009 al 39% del 2012, secondo le statistiche relative agli iscritti a Cadiprof, la cassa di assistenza sanitaria supplementare per gli studi professionali. E sale anche il peso delle formule a tempo determinato, da117,5% al18,5%. Da considerare anche la crescita degli iscritti alla Cassa, dai 258mila del 2011 ai quasi 3oomila del 2012. Tra le categorie più colpite i notai, i cui dipendenti si sono dimezzati, dai 7omila del 2005 ai circa 35milaattuali.«In questi anni ci sono stati parecchi licenziamenti e riduzioni d`orario – sottolinea Maurizia Bertoncino, presidente di Unic@, Associazione nazionale dipendenti degli studi notarili oltre alla crescita della cassa integrazione: è l`effetto della crisi, ma anche di una serie dileggi che hanno ridotto il raggio d`azione dei notai». E per gli "espulsi", conclude Bertoncino «una possibile strada è creare cooperative, come si è verificato in Olanda, offrendo servizi qualificati in outsourcing». Rischiano, infine, di subire tagli i corsi di formazione, finanziati da Fondoprofessioni, il fondo interprofessionale di categoria con un bacino di utenza di 2oomila lavoratori, che negli ultimi anni ha intensificato le iniziative dirette agli addetti in difficoltà. Il bugdet per le politiche attive potrebbe infatti essere in parte dirottato sulla cassa integrazione in deroga (si veda Il Sole 24 Ore del 22 marzo).