Il paniere fa i conti con la crisi

27/04/2005
      del lunedì
    lunedì 25 aprile 2005

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    Il paniere fa i conti con la crisi

    La stagnazione ha innescato un processo di cambiamento negli acquisti

    LUCA PAOLAZZI

    Caccia alla convenienza. E profonde trasformazioni di costumi. I consumatori italiani stanno rapidamente cambiando il paniere della loro spesa.

    Un processo sempre più accelerato, come una valanga che acquista velocità man mano che diventa più grande. E travolge modi e mode, tradizioni e gusti radicati nel tempo.

    Le difficoltà degli ultimi anni nel far tornare i conti della spesa con quelli dei redditi hanno accelerato le selezioni e i mutamenti.

    Lo si vede in modo chiaro nei dati del 2004. Un anno nel complesso grigio per le spese delle famiglie (+ 1,2%), ma il risultato mediocre è composto da vistosi segni più e altrettanto accentuati segni meno.

    Da cosa sono guidate queste variazioni? Posto che la lunga fase di stagnazione dell’economia ha reso più stringente il vincolo del bilancio familiare, dietro i cambiamenti nella spesa agiscono quattro grandi forze che dettano regole di comportamento: la convenienza; il progresso tecnologico; le condizioni monopolistiche; la trasformazioni sociali. A ciascuna di queste forze corrispondono diverse accoppiate di variazioni dei prezzi e delle quantità. Vediamo come.

    La convenienza. Compro di più ciò che mi fa risparmiare, acquisto meno ciò che è rincarato maggiormente e quindi rende ancor più limitato il mio bilancio.

      Parliamo ovviamente di beni a cui si può rinunciare, del tutto o in parte perché sostituibili con altri. O la cui domanda può espandersi più facilmente in risposta a riduzioni dei prezzi relativi. Infatti, ciò che contano qui non sono i cambiamenti assoluti dei prezzi, ma in rapporto agli altri: così se il pane rincara meno della carne, la dieta diventa più ricca del primo e più povera della seconda. Inoltre, devono essere variazioni dei prezzi intervenuti nel medio periodo, perché gli adeguamenti della domanda non sono istantanei.

      Così, prendiamo a riferimento le variazioni di prezzo del periodo 2000 2004, che è emblematico anche perché abbraccia l’arrivo dell’euro nelle nostre tasche.

      Rispondono a questa regola molti generi alimentari, anche se l’anno scorso sono stati in genere sacrificati. Tra i quali sono rincarati di più e sono perciò stati maggiormente penalizzati nella spesa: frutta, verdura, carne e bevande alcoliche. Sono diventati più convenienti e quindi sono stati più gettonati pane e cereali, oli e grassi, latte, formaggi e uova.

      Tra i non alimentari sono stati penalizzati dai rincari tabacco, servizi finanziari, vacanze organizzate, alberghi e calzature ( dove evidentemente l’effetto della concorrenza estera non è arrivato fino al consumatore). Mentre sono stati premiati da prezzi relativamente diminuiti gli elettrodomestici ( che hanno vissuto un vero e proprio boom, con listini fermi), i servizi postali ( complice anche la richiesta degli immigrati, ma anche la maggior convenienza rispetto ad analoghi servizi bancari) e i beni non durevoli per la casa.

      Il progresso tecnologico. L’innovazione di prodotto crea e insieme soddisfa nuovi bisogni. I nuovi beni allargano il mercato e si conquistano fette sempre più ampie dei consumi. Così tra i più forti aumenti nei consumi ci sono stati anche l’anno passato quelli dei beni legati alle nuove tecnologie: telefonia, e relativi servizi, computer e fotografia ( con l’avvento delle macchine digitali).

        Da soli hanno formato quasi il 90% dell’incremento totale della spesa delle famiglie nel 2004. Ed è assolutamente normale che siano anche i beni che hanno registrato consistenti riduzioni dei prezzi: l’innovazione si esprime pure nei processi produttivi e nell’aumento di prestazioni a parità di costo. Cosicché la domanda ne viene ulteriormente stimolata.

        I monopoli. Colpiscono portando a maggiori acquisti pur in presenza di aumenti consistenti del costo unitario. Nella spesa delle famiglie del 2004 si stagliano tre comparti che rispondono a questi requisiti: le assicurazioni ( un monopolio legale, data l’obbligatorietà della copertura assicurativa dei mezzi di trasporto), la benzina e il gasolio (con prezzi dettati dai produttori e una domanda difficile da comprimere) e la fornitura di acqua (monopolio naturale, nel senso che gli acquedotti hanno elevati costi di posa e formano una protezione contro la concorrenza).

          I nuovi costumi. Il cambiamento dei gusti detta legge e guida la domanda verso alcuni beni a scapito di altri. I primi, proprio per la maggiore pressione degli acquisti, hanno anche aumenti dei prezzi più consistenti. Mentre per i secondi non basta una maggiore convenienza relativa a compensare il minor interesse dei consumatori. Tra i gettonati, nonostante i rincari, ci sono i servizi alla persona e ricreativi e l’istruzione. Mentre tra gli snobbati nella spesa delle famiglie ci sono abbigliamento e mobili, due cavalli di battaglia del made in Italy. I pasti al ristorante hanno subito una contrazione, che visto il caro menù avrebbe potuto essere molto più marcata.