Il paese reale: 500mila posti in meno a fine anno

23/07/2009

Il Cnel lancia l’allarme occupazione. Quasi un milione di dipendenti non coperti da welfare se tornano a casa. Ma per Berlusconi il peggio è alle spalle. Sacconi: non faremo mai il reddito garantito.

A fine anno si conteranno 540mila disoccupati in più. È la denuncia drammatica dell’ultimo rapporto Cnel (preceduta da altre stime altrettanto drammatiche di organismi
internazionali). Ma il premier insiste: la crisi è alle spalle. «Si è sfogata per il sistema finanziario e chi doveva fallire è fallito. Aspettiamo la ripresa che ci sarà di sicuro», rassicura Silvio Berlusconi, ripetendo all’infinito la stessa storiella dei dipendenti pubblici che hanno il posto sicuro (come se non avessero figli precari) o pensionati che non devono temere nulla (loro invece hanno i nipoti senza welfare). Berlusconi non mente,ma deforma, nasconde. Vero è che ci sono segnali di stabilizzazione: il crollo del sistema sarebbe sventato. Ma con il lavoro questo non c’entra nulla. L’economia reale resta impantanata in una recessione grave. Mario Draghi ha ricordato come negli anni 90 gli effetti della crisi si sentirono anche due anni dopo la sua fine. La crisi c’è, ma «il governo non guarda in faccia la realtà», accusa l’ex ministro Cesare Damiano.
PRECARI E AUTONOMI
Soffrono i più deboli: soprattutto i precari e gli autonomi. «i primi hanno visto contrarsi anche nel 2008 il proprio numero a differenza dei dipendenti che sono invece aumentati ». La tendenza è confermata anche dai dati di inizio 2009. Si è poi indebolito
il segmento del mondo del lavoro a termine. «Sono stati proprio loro- scrive il cnel- i primi a sperimentare il costo della crisi, dato che alla scadenza i contratti non sono stati rinnovati». Per loro non ci sono sostegni di sorta (a parte una briciola di sussidio che copre solo pochissimi
lavoratori a termine).Ma il ministro maurizio Sacconi insiste a tutelare solo i più forti, cioè gli «800mila che sono rimasti al lavoro salvaguardati dagli ammortizzatori sociali»,
dichiara il ministro. È stata temuta l’apocalisse – ammette Sacconi – ma oggi l’oasi è vicina. Eppure ci sono «tra 1,5 e 2 milioni di lavoratori occupati non tutelati verso il rischio disoccupazione. Vi sono problemi seri di competitività, di economia reale e problemi seri di natura sociale», osserva il presidente Cnel Antonio Marzano. Insomma, a chi non ha nulla Sacconi consiglia di aspettare qualche miraggio nell’oasi? «Non faremo mai il salario garantito per tutti – chiarisce il ministro -Agli inoccupati dovremo dare molte canne da pesca,
non i pesci (parafrasando mao Ze Dong)». Nessuno chiede soldi a pioggia (il ministro finge di non capirlo, prendendosela anche con studiosi di Bankitalia che chiedono una riforma strutturale del welfare),ma un sostegno studiato come nel resto d’Europa per chi torna a casa senza un reddito di sussistenza.
RECESSIONE
Quanto alle «canne da pesca», cioè le opportunità, non sembrano all’orizzonte vistolo scenario che si delinea. Il Pil del2009potrebbbe scendere del 5.7%. rivela il rapporto del Cnel sul mercato del lavoro. L’istituto, nel prevedere lo stato dell’economia nell’anno in corso, indica una forchetta i cui estremi sono un -5,7% nell’ipotesi peggiore e un -4.7% in quella più favorevole. Il Cnel sottolinea quindi la necessità, per i prossimi mesi, di ulteriori interventi
per estendere i sostegni al reddito.