Il pacchetto-lavoro piace a Confindustria

25/07/2007
    mercoledì 25 luglio 2007

    Pagina 15 – Politica

    il caso
    Resta negativo il giudizio sulla previdenza

      Il pacchetto-lavoro
      piace a Confindustria

      Montezemolo: “Buoni gli spunti sulla flessibilità”

        PAOLO BARONI

        Sulle pensioni il giudizio resta decisamente negativo, ma il resto del protocollo del governo piace a Confindustria. Piacciono le misure sulla competitività come le correzioni alla legge Biagi. Per il presidente Luca Cordero di Montezemolo «ci sono elementi positivi in tema di produttività e di conferma delle flessibilità». Le sue parole, assieme all’ok di massima del presidente del Veneto Andrea Riello, anticipano di poche ore il parere ufficiale che esprimerà oggi il Direttivo di viale dell’Astronomia convocato in via straordinaria proprio per dare il suo parere sulle proposte del governo. A parte il distinguo sullo scalone, tutto fa pensare che il giudizio non potrà che essere complessivamente favorevole. Il governo intanto mette le mani avanti: «Nell’insieme il pacchetto è sociale ed è anche di sostegno alla competitività» afferma il ministro allo Sviluppo economico Pierluigi Bersani, secondo il quale «un giudizio onesto su questa operazione» non può che essere «un giudizio positivo».

        Per Confindustria il risultato più importante riguarda indubbiamente l’eliminazione della contribuzione aggiuntiva sugli straordinari, una misura introdotta con la legge Finanziaria del 1996 e da tempo in cima alla «lista nera» delle imprese e di una parte del sindacato, la Cisl. «Eliminare la sovracontribuzione sul lavoro straordinario era da molti anni una richiesta di Confindustria – ha spiegato ieri Montezemolo -. Finalmente viene cancellata una onerosa penalizzazione per le imprese industriali». «È un risultato che il Veneto ed il Nordest rincorrevano da tempo – dichiara a sua volta Riello – per l’importanza che questo istituto ha assunto in un sistema produttivo che da tempo rivendicava maggiore flessibilità ed era costretto a sostenerla con ingiustificati oneri».

        «Altrettanto importante» per Confindustria è l’incentivazione della contrattazione di secondo livello, che prevede lo stanziamento di 480 milioni di euro in tre anni: 100 milioni l’anno per i contratti aziendali e 60 per quelli siglati a livello territoriale. Dal prossimo anno le aziende che liberamente decideranno di utilizzare questo istituto, e di legare quindi una parte del salario ai risultati e alla produttività, beneficeranno di una sensibile riduzione del carico contributivo: la percentuale di sgravio alle imprese sale infatti al 25%, mentre il tetto del premio ammesso allo sgravio passa dal 3 al 5% della retribuzione lorda. Il protocollo, inoltre, prevede che «nell’ambito di queste misure anche i lavoratori saranno sgravati dai contributi previdenziali, e sarà garantita la pensionabilità piena del premio di risultato», cosa che oggi non è prevista. Un terzo intervento riguarda i premi di risultato, che verranno detassati e per questo nella prossima Finanziaria l’esecutivo inserirà uno stanziamento ad hoc di 150 milioni di euro.

        Anche gli interventi sulla flessibilità raccolgono il consenso delle imprese, mentre Confcommercio è molto critica. «Sono misure che colpiscono esclusivamente il terziario», ha protestato ieri con una nota. Montezemolo, invece, definisce «positiva» la conferma degli interventi «che hanno dato in questi anni buoni risultati dal punto di vista dell’occupazione. Per i contratti a termine – aggiunge – non cambia nulla tranne un intervento correttivo, che abbiamo condiviso, per evitare eventuali abusi. La legge Biagi viene completata con migliori ammortizzatori sociali, come avevamo più volte sollecitato in passato, e confermata in tutti i suoi istituti con la sola eccezione del cosiddetto lavoro a chiamata, noto come job-on-call».

        L’unico «punto critico» del protocollo del governo resta dunque quello relativo alla previdenza. Sulla modifica dello scalone è sempre pollice verso. Ieri Montezemolo ha ribadito «la posizione espressa da sempre: continuiamo a pensare che non fosse una priorità e che sia un errore perché l’abbassamento dell’età pensionabile ci allontana dall’Europa. Giudichiamo molto negativamente il fatto di non essere stati coinvolti, come sistema delle imprese, nel negoziato sulla previdenza». E per questo non è escluso che al momento della firma definitiva del protocollo Confindustria metta a verbale il suo distinguo.