Il nuovo part-time verso il primo via libera del Senato

30/05/2002





Il nuovo part-time verso il primo via libera del Senato
ROMA – Oggi ci sarà il primo via libera al nuovo part-time. La commissione Lavoro del Senato voterà infatti tutto l’articolo 7 del Ddl sul mercato del lavoro che affida al Governo la delega a riformare il contratto a tempo parziale. Ieri, intanto, è stato approvato un emendamento della Margherita e dei Ds che prevede norme, anche di natura previdenziale, per agevolare l’utilizzo di contratti a tempo parziale per i lavoratori over 55 anni. Una proposta che ha avuto il placet della maggioranza e del relatore di An Oreste Tofani: «È coerente con la riforma del part-time, sarà compito, poi, del decreto delegato indicare a quale tipo di agevolazioni si farà ricorso. L’importante è che anche i lavoratori ultracinquantenni siano coinvolti da una politica di incentivazione visto che, in quella fascia d’età, il tasso di occupazione è più basso perfino di quello femminile». Oggi si dovranno esaminare ancora 20 emendamenti, poi la commissione passerà all’illustrazione dell’articolo 8, cioè le nuove tipologie contrattuali. Contratto a chiamata, temporaneo, coordinato e continuativo, occasionale: sono queste le nuove flessibilità che il Ddl vuole lanciare oltre allo staff leasing, già votato nel primo articolo. Al part-time è stato dedicato un articolo a sé, proprio perché il Governo vuole enfatizzare una formula contrattuale su cui punta più delle altre per incrementare il tasso di occupazione. «Questa norma, insieme a quella sulla liberalizzazione dei servizi all’impiego – ha spiegato ieri il sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi – rappresenta il contenuto più importante della riforma. L’Italia è il Paese europeo dove si utilizza di meno il lavoro parziale mentre, ad esempio, in Olanda rappresenta il 40%, nel Regno Unito il 25% in Germania il 19 per cento. La nostra media è pari all’8% circa contro una media Ue del 18%, il nostro è inoltre il Paese con il più basso tasso di occupazione femminile». Nella delega si fissano agevolazioni per facilitare il ricorso al part-time orizzontale, a quello verticale e misto, sulla base degli accordi collettivi e, in mancanza, «sulla base del consenso del lavoratore» e comunque «a fronte di maggiorazioni retributive da riconoscere al lavoratore». Si prevede inoltre l’estensione delle forme flessibili ed elastiche «anche ai contratti a tempo parziale determinato». Per Sacconi, il nuovo part-time diventerà «più appetibile perché si rende più agevole il lavoro supplementare e le cosiddette clausole elastiche che dovrebbero consentire di passare da un orario all’altro. L’obiettivo finale è arrivare quantomeno a livelli di utilizzo pari alla media europea e anche oltre».

Li.P.
Giovedí 30 Maggio 2002