Il nodo Tfr oggi sul tavolo del Governo

23/12/2004

    giovedì 23 dicembre 2004

    sezione: ITALIA-POLITICA – pagina 11

    PREVIDENZA • Maroni: i fondi nel Dl di fine anno o a gennaio Pezzotta: la riforma cambia perchè sbagliata

      Il nodo Tfr oggi sul tavolo del Governo
      Oltre 20mila gli «over 65» interessati al bonus

        M.ROG.

          ROMA • Scoppia subito la polemica sull’estensione del super bonus agli «over 65». I sindacati non sembrano gradire l’annuncio fatto dal ministro Roberto Maroni del varo a settembre del 2005 di un decreto per attribuire l’incentivo anche ai lavoratori che, pur in possesso dei requisiti di vecchiaia (60 anni per le donne e 65 anni per gli uomini) decidono, con l’autorizzazione del "datore", di restare in attività. il leader della Cisl, Savino Pezzotta, dice che «è un’altra delle novità che leggiamo sui giornali». E aggiunge: «Mi sembra che sia una riforma che si cambia ogni giorno perché intrinsecamente sbagliata ed è necessario modificarla in corso d’opera». Immediata la replica di Maroni: «Non è una novità», l’estensione del bonus agli «over 65» è prevista dalla stessa riforma previdenziale, «sarebbe bene che Pezzotta prima di esprimere giudizi affrettati, si rileggesse con cura i contenuti della legge».

          Un secco botta e risposta, dunque. Ma non è solo Pezzotta a criticare la decisione di Maroni: la Cgil lo aveva già fatto martedì. E anche dal leader della Uil, Luigi Angeletti, non arriva certo un giudizio positivo: se l’estensione del bonus «è un modo elegante per dire che si sono sbagliati, la accogliamo con piacere», in ogni caso «la riforma delle pensioni resta uno sgorbio».

          Il ministero del Welfare, comunque, è sicuro del fatto suo. E alcuni esperti stanno già effettuando alcune simulazioni per riuscire a fotografare la platea dei potenziali beneficiari. Che potrebbero essere dai 20 ai 25mila l’anno. In media, infatti, si stima che annualmente siano circa 100 mila i lavoratori in attività in possesso di requisiti superiori a quelli minimi di anzianità. Di questi circa il 30-35 per cento dovrebbe essere rappresentato da soggetti con un età superiore a quella di vecchiaia. E, con un’ulteriore "depurazione", si arriverebbe a quota 20-25mila.

          Intanto oggi nel corso del Consiglio dei ministri sarà affrontato il nodo della copertura per la previdenza complementare. A ribadirlo è Maroni: «È solo un atto formale, ho avuto assicurazioni». Dopo lo scontro dei giorni scorsi con il Tesoro,il ministro del Welfare insiste: «In Consiglio dei ministri vedremo in quale provvedimento saranno inseriti i fondi per il Tfr, visto che non andranno in Finanziaria». E Maroni aggiunge: «Se ci sarà un decreto di fine anno, le risorse potrebbero essere messe lì oppure in uno dei primi provvedimenti di gennaio».

          In altre parole, le ipotesi sono due: sfruttare il varo di un provvedimento urgente di fine anno (quasi sicuramente, ad esempio, sarà un varato un decreto per risolvere alcune questioni legate all’energia); convogliare le risorse nel "decreto competività", che dovrebbe vedere la luce all’inizio dell’anno. L’importante — sottolinea Maroni — è che le risorse vengano sbloccate «prima dell’emenazione dei decreti attuativi, che io prevedo entro il 30 giugno». Le bozze di questi decreti, peraltro, sono già pronte. Quanto ai fondi per il 2006 e gli anni successivi, a stanziarli saranno le prossime leggi Finanziarie.

          Oggi il Consiglio dei ministri esaminerà anche un disegno di legge riguardante «l’abbandono del recupero delle prestazioni pensionistiche indebite». Il Ddl dovrebbe dare il via ad una sanatoria per le prestazioni Inps legate al reddito indebitamente ricevute dai pensionati nel periodo 2002-2003. La sanatoria dovrebbe essere totale per quei pensionati con un reddito inferiore agli 8.200 euro l’anno (il tetto era intorno ai 16 milioni delle vecchie lire) e parziale (con uno sconto del 25% sugli indebiti ricevuti) per i pensionati con un reddito che hanno un reddito superiore agli 8.200 euro.