Il no della Fiom: «Pomigliano, così niente firma»

15/06/2010

«Su sciopero e malattia violata la Costituzione» La Fiat convoca i sindacati, verso il referendum
«Documento non accettabile». Il comitato centrale della Fiom, sindacato dei metalmeccanici della Cgil, ha respinto all’unanimità, ieri pomeriggio, la proposta ultimativa della Fiat di utilizzo e riorganizzazione dell’impianto di Pomigliano per la produzione della Panda, già accettata da Fim-Cisl, Uilm, Fismic e Ugl. Il sindacato, guidato da Maurizio Landini (che prima aveva incontrato Epifani), ha chiesto al gruppo torinese «un vero tavolo di trattativa», offrendo disponibilità sui 18 turni, e riportando tutto nei limiti del contratto nazionale e nel rispetto delle leggi e della Costituzione. Bocciata l’idea di un referendum, almeno finché il testo dell’accordo conterrà «deroghe a diritti indisponibili». Una partita aperta dopo l’accordo separato per il salvataggio dell’impianto. E dopo che l’altro giorno l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, definendo l’intesa «un enorme passo avanti» aveva detto chiaramente «ci stiamo giocando la vita di 5.000 persone. Con quante entità bisogna mettersi d’accordo per dare lavoro a 5.000 persone?».
Il segretario delle «tute blu» ha auspicato comunque una «soluzione comune» tra sindacati. «Mi sembrano delle posizioni più ideologiche che concrete— ha commentato a SkyTg24 Ernesto Auci, responsabile delle Relazioni Istituzionali Fiat —. Se uno sottoscrive un accordo, poi si deve impegnare a rispettarlo, perché altrimenti viene meno il senso dell’accordo. Noi facciamo investimenti sulla base di un impegno, non è che da qui a 12 mesi lo rimettiamo in discussione».
Il «no» della Fiom era già nell’aria. Dalla mattinata si era riunita la segreteria della Cgil, guidata da Guglielmo Epifani, con all’ordine del giorno, tra l’altro, il caso Fiat. La posizione della Cgil, alla fine, ha rispecchiato quanto anticipato dal suo segretario: "sì" all’accordo ma togliendo dal tavolo i «temi che coinvolgono diritti individuali che non possono essere contrapposti al lavoro» e «aprono profili di illegittimità in materia di malattia e diritto di sciopero». La clausola sul diritto di sciopero (che prevede sanzioni a lavoratori e sindacati in caso di sciopero contro l’accordo sugli straordinari, ndr), ha sottolineato la segreteria della Cgil, «è illegittima perché pretende di trasformare in illecito, passibile di licenziamento, l’esercizio individuale di sciopero, sancito dalla Costituzione. Ogni firma eventualmente apposta a questa clausola non è semplicemente invalida, è inefficace e inesistente». La Cgil «fa propria l’esigenza di affrontare l’eventuale assenteismo e di ridurlo ai minimi fisiologici e conferma che gli accordi sottoscritti impegnano sempre tutta l’organizzazione al loro rispetto integrale». Per il resto, a Pomigliano, «nel territorio e nella provincia non vi sono alternative alla vita di quello stabilimento e del suo indotto. Per questo è essenziale che si dia corso all’investimento annunciato dalla Fiat ridando certezza al territorio». Sintetizza Fabrizio Solari della segreteria della Cgil: «Non ci sono più spazi per giocare: eliminiamo le materie con contendibili e chiudiamo con una firma».
Per la Fiom invece non è solo un fatto di diritti intangibili: è l’accordo che va cambiato: «Se si afferma il principio che per investire in Italia è necessario derogare ai contratti nazionali e alle leggi si apre una voragine». La controproposta è dunque tornare al contratto nazionale: «Facciamo un passo avanti – spiega Fausto Durante, tra gli esponenti della Fiom più vicini a Epifani -: per noi si tratta di una vera svolta: accettiamo il lavoro su 18 turni con 40 ore di straordinario, offriamo tutta la flessibilità necessaria, garantiamo la produzione delle 280 mila Panda, ma restiamo nei limiti del contratto».
Ma la Fim-Cisl respinge l’idea che l’accordo violi il diritto allo sciopero e chiama i lavoratori a referendum, «lo strumento che ci consentirà di convalidare pienamente l’intesa». L’Ugl di Giovanni Centrella a sua volta ribadisce la propria posizione: «Domani (oggi per chi legge, ndr) al tavolo di Confindustria l’Ugl riconfermerà il "sì" all’accordo per la produzione della Nuova Panda a Pomigliano d’Arco». L’appuntamento è per oggi pomeriggio alle 14. Intanto la Fiom annuncia che la propria adesione allo sciopero generale del 25 giugno sarà di 8 ore, rispetto alle 4 proclamate. La Fiom infine aderirà alla giornata di lotta indetta per il 9 luglio dalla Federazione nazionale della Stampa contro la «legge bavaglio».