Il negozio torna di moda

04/02/2002





Commercio – Napoli la capitale dei dettaglianti
Il negozio torna di moda
MILANO – � Napoli la capitale del commercio al dettaglio, che sta recuperando posizioni rispetto alla grane distribuzione dopo anni di arretramento. Nel 2001 erano in attivit� 20 esercizi ogni mille abitanti. Il risultato � anche il frutto degli ingenti investimenti dell’amministrazione, pari complessivamente a 500 milioni di euro, che hanno portato alla luce anche una parte degli abusivi. Il record dei supermercati, invece, spetta a Milano, seguita da Bologna. Sono questi alcuni dei principali risultati di un’indagine promossa da ministero delle Attivit� produttive-Anci-Ipi, a quattro anni dalla legge di riforma sul commercio, sul ruolo e le politiche sviluppate dagli amministratori delle grandi aree metropolitane. Un’altra indagine ha fatto il punto sulle citt� di medie dimensioni. Il 50% del campione ha adeguato gli strumenti urbanistici. Nel complesso, tutte le amministrazioni sono impegnate a recuperare il terreno, anche se il Sud � in ritardo.
a pag. 21
Commercio – Un’indagine ministero Attivit� produttive-Anci-Ipi sugli effetti della riforma del 1998 e sul ruolo dei municipi

Napoli capitale dei negozi al dettaglio

Sono in attivit� 20 esercizi ogni mille abitanti  
Spetta invece a Milano il primato dei supermercati

I Comuni giocano un ruolo chiave nell ambito della
riforma delcommercio, sia sul fronte dello sviluppo
dei piccoli negozi sia su quello delle medie
superfici commerciali.
Dalla prima ricognizione effettuata in comune da
ministero delle Attivit� produttive, Anci e Ipi
emerge, nelle 14 aree metropolitane italiane,
un apprezzabile dinamismo per quanto riguarda
soprattutto gli esercizi di minori dimensioni.
Napoli peraltro si segnala come la �capitale dei
negozi�, con una quota di 19,9esercizi commerciali
per mille abitanti.
A ci� va peraltro aggiunto il fatto che sempre Napoli
si � distinta tra i Comuni italiani per l'impegno
profuso in questi anni sul fronte della spinta sul
settore commerciale come volano di sviluppo economico
locale: l'amministrazione di Napoli, che ha rappresentato
in Italia anche un modello operativo sul fronte dell'aggiornamento delle direttive urbanistico-commerciali,
ha infatti messo in campo un pacchetto di investimenti di operatori della grande distribuzione nell'ordine di
500 milioni Euro nel complesso.
Al secondo posto c'� Cagliari (18,7 negozi per mille
abitanti) e al terzo Venezia (18,3) e via a seguire le altre citt� (si veda grafico in pagina).
Uno degli effetti principali della riforma varata dal Governo nel '98 � consistito nel liberalizzare gli investimenti nelle piccole superfici commerciali mediante la deregulation delle licenze e delle autorizzazioni.
Di sicuro nel risultato riscontrato a Napoli e in altre realt� va intravista anche l'emersione di attivit� commerciale
che in precedenza venivano effettuate in nero.
L'indagine ha poi acceso i riflettori anche sulla dotazione di
commercio moderno nelle aree metropolitane. Pertanto � stata
presa in considerazione, dai ricercatori della Ipi, la presenza di supermercati, ipermercati e grandi magazzini all'interno delle 14 aree considerate, andando a valutare il rapporto
tra superfici (in metri quadrati) e la quota base di
mille abitanti.
Milano, che per inegozi si � attestata tra gli ultimi posti della classifica (12,4), guida invece la corsa tra le aree metropolitane per quanto riguarda i supermercati con circa
120 metri di superficie per mille abitanti, e batte di
una incollatura Bologna  attestatasi poco al di sopra dei
cento metri. Ilcapoluogo felsineo ha invece un altro primato: ha la quota maggiore in Italia di superficie commerciale utilizzata da ipermercati e grandi magazzini con oltre cento metri quadrati per mille abitanti.
Milano e Venezia seguono staccate con una quota tra i70 e gli 80 metri quadrati. Pertanto Bologna pu� vantare posizioni
di leader sia sul fronte della dotazione di supermercati che
di ipermercati.
Per quanto riguarda sempre i supermercati, il primato negativo
spetta questa volta proprio a Napoli, con una quota al di sotto dei 40 metri per mille abitanti. Sul fronte di ipermercati e grandi magazzini all'ultimo posto in Italia c'� Palermo con una quota intorno a 10 metri per mille abitanti.
Va peraltro rilevato che Trieste sembra avere un peso poco apprezzabile sul fronte delle grandi strutture commerciali.
Guardando poi alla dinamica dei nuovi esercizi o delle nuove
aperture (queste ultime rilevano effettivamente in nuovi negozi, al netto di  subingressi e concentrazioni)
i riflettori si accendono su Napoli, Genova, Firenze e Cagliari.
Per Palermo e Trieste i ricercatori non hanno raccolto dati sufficienti.
In particolare, secondol'indagine, � Firenze a spuntare di una
incollatura la testa della classifica delle nuove aperture con circa 3,5 nuove unit� per mille abitanti tra il 2000 e il 2001. Seguono a poca distanza Cagliari, Napoli e Genova, tutte al di sopra di quota tre nuove aperture per mille abitanti
nell'arco dell'ultimo anno.
Per quanto riguarda poi la stima dei nuovi esercizi (compresi
quindi subingressi e concentrazioni) solo Cagliari ha superato in misura significativa quota tre esercizi per mille abitanti tra 2000 e 2001, mentre Torino, Napoli, Genova e Firenze si attestato tra quota 2 e quota 3 nuovi esercizi per mille abitanti.
Nel corso del periodo considerato il salto pi� forte sul fronte
delle nuove aperture � stato compiuto da Genova.
L'indagine ha infatti considerato le nuove aperture
in rapporto alla rete commerciale esistente e la quota nel
2001 ha superato, nelcapoluogo ligure, il 24% mentre Firenze,
Torino e Roma si sono fermate intorno al20 per cento.
Per quanto riguarda la grande distribuzione, infine, l'indagine
ha messo in rilievo che gli sviluppi maggiori (stimati in base al numero di nuove aperture per mille abitanti tra 2000 e 2001)
sono stati registrati a Roma (35) e a seguire Torino(32). Cagliari sfiora quota 20, mentre la media delle altre aree
(le stime non sono per� ancora complete per tutte e 14) � intorno a quota 15. Al di sotto di 10 si attestano Bologna,
Napoli e Firenze.
VINCENZO CHIERCHIA