Il miraggio della sicurezza sul lavoro: un milione di incidenti

30/09/2002

        domenica 29 settembre 2002

        Al Convegno di Modena i sindacati denunciano l’applicazione solo formale della legge 626. Nella Ue circa 40 milioni di lavoratori sono vittime di pressioni psicologiche
        Il miraggio della sicurezza sul lavoro: un milione di incidenti

        Roberto Serio

        MODENA C’erano una volta scarponi,
        elmetti, e mascherine? A vedere
        il tema – le malattie psico sociali -dell’imminente
        Settimana europea
        per la sicurezza e la salute sul lavoro
        sembrerebbe quasi di sì. A girare
        tra i 250 stand della Rassegna
        Ambiente – Lavoro – Salone dell’
        igiene e sicurezza in ambiente di
        lavoro” alla Fiera di Modena – e
        frequentata da oltre 16mila visitatori
        - si direbbe di no.
        A leggere poi gli ultimi drammatici
        dati – in aumento – sugli
        infortuni sul lavoro in Italia, au-
        mentano i dubbi sul lavoro sicuro.
        Circa un milione di infortuni,
        30mila casi di malattie professionali
        denunciate, 1431 morti. Tra questi
        fa scalpore, poi, il raddoppio dei
        casi mortali “in itinere” ovvero dovuti
        ad incidenti stradali durante al
        lavoro o nel transito casa-lavoro.
        Ma la nuova frontiera europea
        di tutela della salute sul lavoro
        guarda anche alle malattie psico sociali
        - in una parola, onnicomprensiva,
        allo stress. Della famiglia fa
        parte il mobbing. Tra le cause c’è la
        precarizzazione. L’Agenzia europea
        per la salute e la sicurezza sul
        lavoro – in Italia rappresentata dall’Ispels
        - ha scelto, infatti, questo
        fronte attualissimo per la settimana
        europea (in Italia dal 21 al 25
        ottobre, ma la campagna durerà
        tutto l’anno).
        Intanto, molto duri, e del tutto
        concordi, Paola Agnello Modica,
        Giovanni Guerisoli e Fabio Canapa,
        - Segretari Confederali di Cgil
        Cisl e Uil – hanno denunciato il
        perdurare di una strage quotidiana:
        4 morti al giorno in Italia, con
        un’applicazione totale della 626
        dal punto di vista burocratico, ma
        praticamente nulla dal punto di vista
        sostanziale. I dati esposti dal
        dott. Konkolewsky, direttore dell’Agenzia
        europea, comunque parlano
        chiaro e sono condivisi (tanto
        che i sindacati presentavano anche
        una loro Guida sul Pericolo Mobbing).
        Eccoli, i dati: circa un terzo dei
        lavoratori europei, oltre 40 milioni
        di persone, dichiara di soffrire di
        stress sul lavoro, che può sfociare
        in malattie cardiovascolari e altre
        patologie. Allo stress va ricondotto
        il 50-60% delle assenze (milioni di
        giorni lavorativi persi ogni anno),
        che, associato ai costi sanitari, comporta
        una perdita annuale complessiva
        che si aggira sui 20 miliardi di
        euro, senza considerare la mancata
        produttività. Cifre che stanno tra il
        2 e il 3% del Pil di tutta l’Unione
        europea.
        Troppe vittime soffrono in silenzio
        e troppe imprese non si rendono
        conto dell’enorme ripercussione
        che lo stress ha sul loro rendimento
        economico.
        In Italia, secondo stime incrociate,
        i “mobbizzati” sarebbero 1
        milione e 900mila, l’apposito telefono
        aperto dal’Ispesl riceve tremila
        telefonate di denuncia all’anno,
        e l’Inail ha riconosciuto i primi 19
        casi di patologie da stress occupazionale.
        Il Ministero del Lavoro -nella
        persona di Paolo Onelli, della
        direzione generale per la tutela delle
        condizioni del lavoro – ha annunciato
        confortanti passi avanti nella
        costruzione di partnership con sin-
        dacati e imprese, centrate sul concetto
        di responsabilità sociale dell’azienda
        e delle organizzazioni.
        Ma i Sindacati denunciano la mancanza
        di coinvolgimento dei lavoratori
        e delle parti sociali – ampiamente
        previsto dalla 626 – e bocciano
        ogni intervento sull’impianto legislativo
        attuale, sospettando che le
        deleghe e i nuovi provvedimenti
        esemplificativi nascondano un sì alla
        richiesta di depenalizzazione di
        Confindustria. E nell’annunciare il
        rilancio del tema della salute e sicurezza
        nei luoghi di lavoro nella contrattazione,
        confermano l’impegno
        a qualificare i responsabili dei
        lavoratori per la sicurezza (rls).