Il maxidecreto proroga condoni e Iva sugli immobili

06/10/2003




06 Ottobre 2003

LA GUARDIA DI FINANZA INTENSIFICHERA’ I CONTROLLI PER COMBATTERE IL CARO VITA
Il maxidecreto proroga condoni e Iva sugli immobili
Tra le novità di fine anno anche un assegno di mille euro per il secondo figlio

Alessio Berardino
Armando Cravino

E’ entrato in vigore, suscitando almeno un po’ di sorpresa, lo scorso 2 ottobre il decreto legge 269/2003. Sorpresa dovuta non all’approvazione da parte del governo, bensì ai sui ampi contenuti. Si tratta infatti di un documento di 53 articoli che, in definitiva, raccoglie la parte più rilevante (circa l’80%) della manovra Finanziaria per il 2004, che deve reperire risorse complessive pari a 16 miliardi di euro. Soffermiamoci su alcune delle novità di più ampia portata introdotte dal decreto, partendo dalle proroghe.
La prima riguarda i condoni 2003; infatti, proprio a ridosso dalla circolare dell’Agenzia delle Entrate n.51/E del 25 settembre, che sembrava voler dare le ultime indicazioni per chiudere la partita entro il 16 ottobre, ecco ora la nuova proroga al 16 marzo 2004. Cinque mesi in più regalati ai ritardatari che ancora stanno ragionando se usufruire del condono tombale o dell’integrativa semplice, se sanare le liti potenziali o pendenti con l’Agenzia delle Entrate ecc.. Il tutto mentre attendiamo ancora di conoscere i nuovi termini (si spera, definitivi) per le eventuali rateizzazioni degli importi dovuti e per la spedizione delle dichiarazioni.
Sicuramente molto più attesa e sperata è l’altra proroga, quella che ripristina l’aliquota ridotta Iva del 10% sui lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria delle abitazioni, che diventa ora applicabile fino al 31 dicembre 2003. Ricordiamo infatti che il recente dl.147/2003 aveva disposto lo slittamento, fino a fine anno, della possibilità di fruire dell’agevolazione fiscale Irpef del 36% sugli interventi di recupero del patrimonio edilizio (la scadenza originaria era il 30 settembre 2003), nulla però disponendo in merito all’agevolazione Iva, che doveva quindi ritenersi scaduta alla fine di settembre. Ora l’articolo 24 del decreto ha ripristinato l’agevolazione, riconsentendo così di applicare l’aliquota ridotta ai corrispettivi degli interventi di manutenzione, ordinaria e straordinaria (sottolineiamo che gli interventi quali restauro, risanamento e ristrutturazione fruiscono dell’aliquota del 10% in via definitiva) delle abitazioni private, almeno fino a fine anno.
Altra novità di particolare interesse per le famiglie è contenuta poi nell’articolo 21 del dl. che introduce, per ogni figlio nato alle donne residenti, cittadine italiane o comunitarie, dal 1° dicembre 2003 e fino al 31 dicembre 2004, secondo od ulteriore per ordine di nascita e, comunque, per ogni figlio adottato nel medesimo periodo, la possibilità di beneficiare di un assegno pari a 1000 e.
A tal fine è stata istituita, in ambito Inps, che provvederà alle erogazioni, una speciale gestione con una dotazione finanziaria complessiva di 308 milioni di euro. Gli enti promotori dell’iniziativa saranno comunque i vari Comuni, che dovranno provvedere a informare gli interessati invitandoli a certificare il possesso dei requisiti all’atto dell’iscrizione all’anagrafe dei nuovi nati.
L’articolo 23 del dl. disciplina invece la «lotta al carovita» attraverso due ordini di interventi. Il primo coinvolge la Guardia di Finanza che, attraverso controlli mirati, provvederà a rilevare i prezzi al consumo relativi ai settori in cui si sono manifestate, o sono in atto, abnormi dinamiche di aumento dei prezzi. In secondo luogo, per incentivare offerte di prodotti di largo consumo a prezzi controllati, è prevista l’istituzione di un apposito fondo, pari a 5 milioni di euro per il 2003 e 20 milioni di euro per il 2004, destinato a finanziare le iniziative attivate dai Comuni e dalle Camere di commercio, mirate a promuovere e sostenere panieri di beni di generale e largo consumo.
In particolare saranno messe in atto forme di comunicazione al pubblico per promuovere gli esercizi commerciali presso i quali sono disponibili, in tutto o in parte, tali panieri e quelli meritevoli, o meno, in ragione dei prezzi praticati. Sempre nell’ottica di incentivare il consumo è stato scritto l’articolo 19, che consente a chi acquista prodotti per 50 euro o più in esercizi commerciali convenzionati con associazioni, organizzazioni ed enti che svolgono attività etiche, di destinare a tali enti, da parte dello Stato, una quota pari all’1% dell’Imposta sul valore aggiunto, relativa ai prodotti acquistati. E’ ora compito del ministro dell’Economia e delle Finanze individuare i Comuni nei quali applicare in via sperimentale questa disposizione nonché le associazioni che esercitano attività etiche, destinatarie della percentuale.
Infine segnaliamo una interessante novità nel campo dell’innovazione e della ricerca. A decorrere infatti dalle spese sostenute nel primo periodo d’imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto 269/2003, per i titolari di partita Iva in attività dal 2 ottobre, in aggiunta all’ordinaria deduzione, è escluso dall’imposizione sul reddito d’impresa:

a)
un importo pari al 10% dei costi di ricerca e sviluppo, iscrivibili tra le immobilizzazioni immateriali; nonché degli investimenti direttamente sostenuti in tecnologie digitali, volte a innovazioni di prodotto, di processo e organizzative; a tale importo si aggiunge il 30% dell’eccedenza rispetto alla media degli stessi costi sostenuti nei 3 periodi d’imposta precedenti
b)
l’importo delle spese direttamente sostenute per la partecipazione espositiva di prodotti in fiere all’estero; sono comunque escluse le spese per sponsorizzazioni
c)
l’ammontare delle spese sostenute per stage aziendali destinati a studenti di corsi d’istruzione secondaria o universitaria, ovvero a diplomati o laureati per i quali non sia trascorso più di un anno dal termine del relativo corso di studi.