Il marketing della paura “Comprate ora, poi rincara”

24/06/2010

Una tv da 32 pollici passa da 419 a 427 sterline, il Nintendo da 139,99 a 142,97
Ai grandi magazzini John Lewis («dalle pentole alla tv tutto quello che vuoi tu», lo slogan sgangherato spalmato su un cartellone verde), le scale mobili che attraversano i quattro piani sono piene come sempre. Ogni cosa è ordinatamente al suo posto. Le bottiglie, i cuscini, gli schermi al plasma, i tavoli da giardino, i quaderni per la scuola. Le casse battono scontrini senza sosta. «La media borghesia viene da noi», dice orgoglioso il responsabile del reparto biancheria intima. Un mormorio continuo, da marea inarrestabile, che la soffocante manovra del governo Cameron non ha rallentato. Eppure qualcosa è cambiato.
Il commesso indiano al banco delle lavatrici dice a tutti la stessa cosa. «Approfittatene finché potete». E intende fino a gennaio, quando l’effetto domino dell’Iva portata dal 17,5 al 20% farà impennare i prezzi. Una media di due sterline e mezzo per i beni che ne costano 50, come una camicia o un paio di jeans, dieci volte tanto per prodotti più sofisticati, come una play station, cento volte di più, 400-500 euro, per una automobile. «Approfittatene finché potete», ripete l’indiano. E’ il suo personalissimo marketing della paura, mentre gli stipendi degli statali sono congelati per due anni e in attesa di 11 miliardi di tagli al welfare. «Chi lo dice che la manovra non colpisce le famiglie?».
Caroline Evans ha 36 anni, una figlia di 4 e un marito che guadagna 24 mila sterline l’anno. E’ incinta e fino al 2005 era impiegata in comune. «Ho smesso di lavorare per dedicarmi ai bambini, dovrò rivedere tutto per colpa di Osborne, questo Robespierre in tight». Il congelamento fino al 2013 degli aiuti per i figli piccoli le costerà dodicimila sterline. «Quattromila l’anno. Per iscrivere Daisy a scuola dovrò prendere il primo lavoro che trovo. Ho votato libdem, un errore imperdonabile».
Mentre John Lewis incassa, Harriet Harman, leader pro tempore dei laburisti, alla Camera dei Comuni attacca David Cameron. «Premiate i ricchi e punite i poveri. Non avevate giurato di non toccare l’Iva?». Sventola un vecchio discorso del libdem Danny Alexander, braccio destro del ministro del Tesoro, che quattro mesi fa sbeffeggiava i Tories: «Che farete al governo? Taglierete i pasti dei bambini a scuola?». I 22 deputati di Clegg tengono gli occhi bassi. C’è imbarazzo nella maggioranza. Solo Cameron non arretra: «Il sistema pensionistico non può reggere, eppure con la manovra abbiamo difeso anziani e fasce deboli. E portato le tasse sul capital gain al 28%». Non è ancora finita, fa capire. A ottobre arriverà un nuovo uragano.
L’altoparlante dei grandi magazzini invita i clienti a recarsi alle uscite e un fiume umano scende da Oxford Street verso la metropolitana. Caroline Evans ha lasciato la borsa vuota. «Mi è passata la voglia di comprare». Il marito la prende per mano: «Dai, questa sera ti porto a ballare». Lo sanno tutti e due che è una bella bugia. Bevande
Una pinta di birra passa da 4 a 4,3 sterline. Champagne da Harrods da 55 a 56,17
Abbigliamento
Una camicia passa da 50 sterline a 52,50. Un paio di jeans di marca da 60 a 61,28