Il Manifesto – Il gruppo francese sostituisce il contratto con un libricino non concordato. Stop pure in Gs e Dìperdì

03/10/2009

«Linee guida del Piano per il collaboratore»: ha questo nome molto manageriale e un po’ algido quello che dovrebbe essere il nuovo contratto integrativo secondo la Carrefour: o meglio, una serie di concessioni unilaterali che sostituirebbero ogni accordo «vecchio stile». La brochure è stata distribuita nei giorni scorsi direttamente nelle mani dei dipendenti, nel corso di appositi incontri collettivi con i dirigenti, scavalcando del tutto il sindacato. A Filcams,
Fisascat e Uiltucs la Carrefour ha solo mandato una letterina generica, invitandoli a farsi sentire in caso volessero «approfondimenti» su quanto già sostanzialmente deciso. Il libricino è molto agile: 14 paginette, perlopiù riempite dalle illustrazioni e pochi testi, scritti a caratteri grossi e con una grafica accattivante. Ci sono persino gli sconti per la spesa (la «Solo per noi card», che taglia il 10% alle casse): insomma, il contratto è proprio roba da Novecento, adesso si tratta con i dipendenti come fossero anche loro dei clienti.
Ma no, ai 25 mila lavoratori Carrefour (includono i supermercati Gs e Dìperdì) questa roba non va giù: ecco perché oggi scioperano.
L’azienda, prima di proporre la brochure, aveva disdettato l’integrativo: vigente dal 2004, e rinnovato automaticamente dopo il 31 dicembre 2007. Ma da questo giugno le relazioni sindacali si sono spinte fino alla rottura, e la multinazionale francese ha deciso il colpo di mano. Contro la disdetta dell’integrativo, Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno fatto ricorso per comportamento antisindacale. Il dialogo si è interrotto prima dell’estate: sindacati e azienda si erano incontrati perché la Carrefour voleva «ristrutturare» per far fronte alla crisi; in quell’ambito, si sarebbe anche messo mano all’integrativo, e – a fronte – i sindacati speravano di poter ottenere la conservazione di tutti i posti di lavoro. Ma le condizioni poste dalla multinazionale erano troppo squilibrate. I sindacati hanno chiesto tempo per approfondire, ma l’azienda ha risposto che «non c’erano più i tempi», e così a stretto giro di posta sono arrivate anche la disdetta e, di conseguenza, la brochure. «Siamo all’assurdo – dice Maria Grazia Gabrielli, Filcams Cgil nazionale – Quel libricino non è stato concordato con nessuno, chi ha
consultato i lavoratori? E poi si perdono tante conquiste dell’integrativo, dal 100% della retribuzione sin dal primo giorno di malattia, al premio fisso annuale, riservato a chi lo ha già maturato, escludendo così tanti giovani e tutti i neoassunti. Senza contare che di recente
sono state avviate 109 mobilità in Lombardia, il che aumenta le tensioni tra i dipendenti». C’è poi un altro manuale che circola, riservato però solo ai capi: dividerebbe i dipendenti in verdi, gialli e rossi, a seconda della disponibilità a venir convinti a non scioperare.
I capi sono invitati a concentrarsi sui gialli, gli indecisi, dedicando loro pacche sulle spalle,
sorrisi, e magari un cornetto e cappuccino.