“il manifesto” Due pubblicità false e il nostro errore (2)

03/05/2007
    giovedì 3 maggio 2007

    Prima Pagina

    Due pubblicità false e il nostro errore

      Martedì abbiamo commesso un grave errore di comunicazione, che per un giornale non è cosa da niente. Nell’inserto dedicato al Primo maggio, sono state «montate» l’una accanto all’altra e senza una visibile distinzione, parti redazionali (come l’intervista a Vittorio Foa, «l’interno di famiglia con orologio» o l’articolo sulla sicurezza sul lavoro) con spazi che avevamo offerto al collettivo «Agenti dell’intelligence precaria», che è tra gli organizzatori del May Day milanese. In particolare sono state pubblicate due false pubblicità della Cgil e di Wind, che usavano i loghi del maggior sindacato italiano e dell’azienda di telefonia per lanciare un messaggio ingannevole (una «tecnica» chiamata «subadvertising»). In molti ci hanno chiesto conto di questa confusione e qui proviamo a spiegarci.

      La nostra intenzione era quella di far comunicare i mondi separati del lavoro, ma evidentemente l’abbiamo fatto in modo confuso e sbagliato. L’intenzione degli «Agenti» era di operare una provocazione simile a quelle che vengono fatte spesso stravolgendo le pubblicità «vere» per lanciare un messaggio opposto a quello originale. Noi non condividiamo ciò che è contenuto in quelle false pubblicità. Forse siamo troppo «aperti all’esterno», ma non è questa la nostra colpa. Ciò di cui siamo responsabili è di non avere esplicitato chiaramente sia l’autonomia delle pagine gestite dagli «Agenti», sia il fatto che quelle erano pubblicità false. Generando così un grave errore di comprensione nei lettori e assumendoci un messaggio che non è il nostro. In particolare la pubblicità sulla Cgil veicolava una categoria che non ci appartiene, quella del tradimento: stravolgendo quella che a noi pare essere la realtà, sembrava che il problema del precariato fosse ascrivibile all’azione della Cgil. E’ un errore politico-editoriale di cui dobbiamo chiedere scusa, sapendo che ogni provocazione contiene inevitabilmente delle spigolosità che possono risultare fastidiose.