Il Manifesto – Dodici indagati per la morte di Giacomo

21/09/2016

Ilva. Iscritti nel registro della Procura alcuni dirigenti dell’acciaieria e della ditta in appalto per cui lavorava il giovane operaio. Emiliano minaccia la revoca dei permessi se la messa a regola non sarà completata. I sindacati hanno indetto uno sciopero: chiedono maggiori garanzie per la sicurezza. Domani Cgil, Cisl e Uil sono convocate a Roma per discutere con i commissari

Sono al momento 12, tra rappresentanti dell’Ilva in amministrazione straordinaria e della ditta di pulizie Steelservice srl per la quale lavorava, le persone indagate dalla Procura di Taranto per l’incidente che si è verificato all’alba di sabato mattina, poco prima delle 7, nell’area esterna dell’altoforno 4 dello stabilimento Ilva in cui è morto Giacomo Campo, 25enne operaio precario dell’indotto del siderurgico. Gli avvisi di garanzia, con le ipotesi di omicidio colposo e altri reati in materia di infortunistica, sono stati firmati dal sostituto procuratore Giovanna Cannarile titolare dell’inchiesta, che già nella giornata di sabato aveva effettuato un primo sopralluogo nell’area. Domani è invece prevista l’autopsia sul corpo del giovane lavoratore, estratto dall’impianto 7 ore dopo l’incidente da parte dei vigili del fuoco.

Tra gli indagati c’è anche l’attuale direttore dello stabilimento siderurgico, Ruggero Cola. E poi dirigenti, capi area, capi turno di Ilva e della Steelservice, azienda satellite della SEMAT spa del gruppo Trombini, che che lavora nell’appalto delle pulizie industriali per conto di Ilva, di cui Campo era dipendente. Questi i nomi: Teodoro De Padova, Stefano Bagordo, Francesco De Gregorio, Rocco Ottelli, Andrea Coluccia, Cosimo Frascella, Antonio Bianco, Walter Romagnoli, Andrea Santoro, Giuseppe Chimienti e Antonio Neglia.

Ancora incerta l’esatta dinamica dell’incidente. Il pubblico ministero Cannarile onde limitare i tempi di fermata del nastro trasportare su cui è avvenuto l’incidente ed evitare ulteriori conseguenze sull’ambiente e sulla sicurezza, ha affidato una consulenza tecnica al professor Massimo Sorli, ordinario di Meccanica applicata alle macchine del Politecnico di Torino – dipartimento di Ingegneria meccanica e aerospaziale. Anche i legali degli indagati e dei familiari della giovane vittima hanno provveduto a nominare dei propri consulenti. Le operazioni peritali da svolgere insieme al personale dello Spesal dell’Asl di Taranto sono già iniziate.

Il pm ha chiesto al professor Sorli di stabilire l’esatta dinamica e le cause che hanno provocato l’infortunio mortale e di stabilire se vi siano responsabilità rilevanti in base alla vigente normativa antinfortunistica e se lo stesso operaio abbia tenuto «una condotta conforme alle procedure prescritte dal datore di lavoro e nel caso negativo se tale condotta abbia determinato in via esclusiva l’infortunio o abbia concorso a determinarlo».

Intanto non si placano le polemiche dopo l’ennesimo incidente mortale avvenuto sotto la gestione commissariale, il quarto dal giugno del 2013. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti Uil di Taranto hanno proclamato uno sciopero di tutti i lavoratori dipendenti delle imprese degli appalti pulizie civili e industriali a partire dalle 5 di ieri che terminerà alle ore 7 di questa mattina. Sempre ieri mattina, di fronte all’ingresso portinerie imprese dello stabilimento, si è svolta un’assemblea sindacale dei lavoratori dipendenti delle imprese appaltatrici dei servizi di pulizie civili e industriali. Il tutto dopo il primo sciopero svolto a cavallo tra sabato e domenica.

È soprattutto il governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano, ad andare giù duro. «Attueremo una serie di iniziative, a partire dalla redazione di una richiesta, attraverso i nostri avvocati in sede di Corte di Assise di Taranto nella prossima udienza, di sequestro dello stabilimento chiedendo che la Corte rivaluti la questione di costituzionalità dei decreti che impediscono la vigenza dei sequestri sullo stabilimento».

Il governatore si riferisce al processo «Ambiente Svenduto» che riprenderà a breve dopo la pausa estiva, in cui l’ente è costituito parte civile. «Da questo momento – ha affermato Emiliano – l’atteggiamento dell’amministrazione regionale nei confronti della situazione Ilva cambia completamente. Eserciteremo tutte le nostre prerogative al fine di tutelare i cittadini. Noi chiederemo la revoca della facoltà assegnata ai commissari di far funzionare la fabbrica a meno che il processo di ambientalizzazione sia portato a termine e la messa in sicurezza della fabbrica sia assicurata. La pazienza della Regione Puglia, che pure avevamo assicurato in questi mesi, è finita».

Per provare a ristabilire un minimo di serenità l’Ilva ha convocato a Roma le organizzazioni per domani (giornata in cui era già prevista un’audizione dei commissari Ilva presso il governo). Lo scopo è di discutere degli interventi di manutenzione e della sicurezza, che negli ultimi anni sono venute a mancare quasi del tutto. Sempre domani ci sarà, per un’ora, lo sciopero nazionale generale dei metalmeccanici che protesteranno per le troppe morti sul lavoro che si verificano ogni anno in Italia.