IL MANIFESTO (2/12/00) – AUTOGRILL Le richieste dei sindacati. Al sud lo sciopero delle pentole

02 Dicembre 2000


La piattaforma è servita
AUTOGRILL Le richieste dei sindacati. Al sud lo sciopero delle pentole
ANTONIO SCIOTTO

ROMA

A Capodichino, l’aeroporto di Napoli, è stato inventato un nuovo sciopero, quello del "lavaggio". Il brevetto è dei dipendenti Autogrill. La lampadina si è accesa quando la direzione ha chiesto ai ragazzi che lavorano per Spizzico (marchio della catena), di recarsi nel retrobottega del ristorante a lavare mestoli e pentoloni.
"Non esiste proprio – hanno risposto molto "napoletanamente" i lavoratori – siamo inquadrati nel quinto livello e queste mansioni non ci toccano". La ribellione non è passata inosservata presso le alte sfere, a Milano, tanto che è stato inviato sul posto addirittura il capo del personale, che ha ritirato la richiesta.
Proprio in questi giorni è stata licenziata la piattaforma per il rinnovo del contratto integrativo aziendale, firmata da Filcams, Fisascat e Uiltucs: si chiede innanzitutto un chiarimento dell’attuale giungla contrattuale. "Autogrill occupa oggi circa 10.000 persone in Italia – dice Mario De Benetti (Filcams) – e ormai oltre il 60% dei dipendenti ha contratti part-time. Noi vorremmo che si ristabilisse la quota fisiologica del 30%. In questi anni sono aumentati pure i contratti a tempo determinato, che raggiungono nei locali di recente apertura anche il 30% del totale. Secondo il contratto nazionale, dovrebbero raggiungere massimo il 10%, ma l’azienda calcola il dato a livello nazionale e si dichiara in regola. Per noi, questo limite deve essere applicato a livello locale".
Interpretazioni a parte, un altro punto su cui le richieste in piattaforma sono chiare è proprio quello del rispetto delle mansioni. "Perché a un quinto livello non venga imposto, insomma – continua una dipendente di Capodichino – di lavare i pentoloni del ristorante. O i pavimenti e i bagni dello staff, come capita regolarmente a noi".
I sindacati chiedono anche più spazio sulla concertazione territoriale: poter stabilire nei punti vendita, attraverso le rappresentanze di base, le questioni organizzative e la fissazione degli organici. Oltre a una partecipazione comune, con le direzioni, ai corsi di formazione sulla sicurezza e l’applicazione dei contratti.
La sicurezza. Per chi lavora in autostrada, soprattutto di notte, è un vero problema. I sindacati non chiedono più polizia o guardie giurate, ma più lavoratori nei turni notturni. Perché, come spesso capita, molte donne non siano lasciate sole al lavoro, in zone disagiate, dalle 22.00 alle 6.00. Sul problema, adesso, c’è anche una interrogazione parlamentare, presentata dal senatore Renato Albertini (Prc).
Nell’interrogazione si chiede al governo di avviare un’indagine conoscitiva sul problema e, verificatane la fondatezza, "un intervento volto a determinare la chiusura obbligatoria di quegli esercizi autostradali nei quali non viene garantita la presenza essenziale di due lavoratori nel turno notturno, quale condizione minima di sicurezza".