Il lavoro violato nella multinazionale Lidl

17/12/2004

    venerdì 17 dicembre 2004
      pagina 10

      AFFARI COMMERCIALI

      Il lavoro violato nella multinazionale Lidl

      «Non avevo tempo di andare alla toilette. Se avessi lasciato la cassa, avrei ricevuto un ammonimento. E qualche volta mi è capitato di tornare a casa con le mutandine bagnate». Questa drammatica denuncia è solo una delle tante contenute in un Libro nero sulla Lidl reso pubblico il 10 dicembre, la giornata dei diritti dell’uomo, dal sindacato tedesco Ver.di (sindacato unito dei servizi). Frutto di un lavoro di due anni, il libro raccoglie in cento pagine storie di amgherie e umiliazioni subite dai lavoratori di una delle più grandi catene di discount europee: ore di lavoro straordinario mai retribuite, perquisizioni personali, accuse di furto nei confronti dei lavoratori che si volevano allontanare, dipendenti licenziati per un’assenza per malattia durata più di un giorno, pedinamenti e controlli (le cassiere obbligate a battere 40 prodotti al minuto).

      Un vero e proprio sistema di gestione quitidiana del personale, quindi, fondato sul terrore e sulla sopraffazione, che sta alla base del successo economico della Lidl: un volume d’affari stimato per il 2004 intorno ai 36 miliardi di euro, 6200 filiali in tutta Europa e 80 mila dipendenti. Franziska Wiethold, sindacalista della Ver.di, parla esplicitamente di una politica del personale che «mira ad allontanare i lavoratori con un’anzianità maggiore per risparmiare con i salari più bassi dei nuovi assunti».

      E per evitare la nascita di rappresentanze di lavoratori, Dieter Schwarz, il proprietario della Lidl, ha frammentato l’azienda in circa 600 società differenti, tenute insieme dalla improbabile Fondazione Scwarz, ma autonome tra loro dal punto di vista giuridico. Una realtà inaccessibile al sindacato, che è presente solo in 7 delle 253 filiali tedesche. Ma l’allergia al sindacato e al diritto del lavoro, secondo Cgil, Cisl e Uil, è presente anche in Italia. Lo testimonia, tra l’altro, la condanna per comportamento antisindacale emessa lo scorso anno dal tribunale di Savona nei confronti della Lidl Italia, per la filiale di Albenga. Insomma, alla Lidl il discount è una filosofia di vita universale. Si tratti di prezzi o di diritti.

      (m.bo.)