Il lavoro negli appalti. Integrare il pubblico e il privato partendo dai Diritti

05/07/2016

“Cgil Incontri” tocca quota 20. E’ in corso in questi giorni la ventesima edizione del festival delle idee promosso dalla Cgil di Pistoia e che vede ogni anno la partecipazione di moltissimi e qualificati ospiti chiamati a confrontarsi sui temi del lavoro e dei diritti.

L’appuntamento di lunedì pomeriggio ha visto la presenza segretaria generale della Filcams Cgil, Maria Grazia Gabrielli, la segretaria generale della Funzione Pubblica Cgil, Serena Sorrentino, e il viceministro alle infrastrutture e trasporti, Riccardo Nencini.

Tema in discussione: il nuovo Codice degli appalti e gli aspetti ad esso collegati, a partire dalle norme che tutelano i diritti dei lavoratori.

“Una buona opportunità, che non è stata colta fino in fondo – ha commentato Maria Grazia Gabrielli – carente com’è su aspetti importantissimi come la clausola sociale, la responsabilità solidale, l’offerta economicamente vantaggiosa. Tutti temi su cui insistiamo da anni e che eravamo convinti sarebbero stati inseriti nel nuovo codice”.

Ne era convinto forse anche il viceministro, che ha detto alla platea come in sede di Commissione parlamentare questi elementi erano stati condivisi, salvo poi essere stati modificati al momento dell’approvazione. Questo non fa venir meno però la rilevanza del nuovo Codice degli appalti ed eventuali interventi su rivisitazioni cui il Governo conta di lavorarci ancora, anche alla luce degli effetti che la norma produrrà nei prossimi 12 mesi.

Serena Sorrentino ha sottolineato il ruolo strategico degli appalti e come questa centralità è stata tradotta anche nelle iniziative della CGIL legate alla proposta di legge di iniziativa popolare  proprio sugli appalti e nella Carta dei Diritti Universali. “Clausola sociale, offerta economicamente più vantaggiosa (non necessariamente la più bassa) e responsabilità solidale devono essere centrali negli appalti”. L’assenza di questi elementi, in particolare proprio la clausola sociale, fanno sì che si possa continuare a scaricare sui lavoratori tutte le anomalie di sistema che fino ad oggi abbiamo registrato proprio negli appalti.

“Il Codice appalti poteva avere la grande forza di aumentare la qualità dei servizi e la qualità del lavoro, prevedendo le necessarie garanzie e tutele, – ha detto Maria Grazia Gabrielli – e su questo baseremo la nostra iniziativa dei prossimi mesi, continuando il confronto sulle linee guida dell’ANAC e con la Conferenza delle Regioni, e soprattutto continuando a lavorare congiuntamente per superare anche quegli ostacoli che ad oggi tengono separate diverse categorie di lavoratori, pubblici e privati, che pur operano in ambiti (e ambienti) condivisi”.