Il lavoro è sempre più straniero

23/04/2003
       
      Pagina 12 – Economia
      Mercoledì 23 aprile 2003
       
       
      Il lavoro è sempre più straniero
      Boom nel 2002, un posto su 4 agli extracomunitari
      la nuova immigrazione
              Le assunzioni di immigrati sono cresciute del 9,6%, 33mila contratti in Lombardia
              I servizi assorbono più occupazione dell´industria, i primi impieghi nell´hi-tech
              Il 14% dei nuovi assunti ha un diploma di scuola superiore, il 20% una qualifica o formazione professionale, il 2% è laureato
              L´edilizia è ancora il settore più importante, ma cresce il peso della sanità, dei servizi avanzati alle aziende, del turismo


              ROMA – Manovali e muratori, operai, camerieri. Ma anche – sempre più numerosi – addetti ai servizi delle imprese, trasportatori, infermieri, commessi. E cominciano a spuntare persino insegnanti e tecnici informatici. L´esercito dei lavoratori extracomunitari in Italia continua a crescere ed a fornire uno dei contributi più forti ad un´occupazione in lenta e costante risalita. Lo scorso anno, in base alle statistiche diffuse dalla Camera di Commercio di Milano, gli extracomunitari assunti dalle aziende italiane sono stati 164.000, con una crescita del 9,6% rispetto all´anno precedente, e hanno rappresentato il 24% dei nuovi contratti sottoscritti dalle imprese. Un neoassunto su quattro, in pratica, viene dall´estero.
              La novità è che non si tratta più solamente, come spesso è accaduto in passato, di soli lavoratori stagionali occupati in quegli impieghi faticosi e mal remunerati ormai poco appetibili per i residenti. Ne richiedono infatti più i servizi (89.635 posti, il 54,7%), che l´industria (74.159 assunti, il 45,3%). La tendenza insomma è alla lenta occupazione di incarichi di fascia media, come dimostra anche il titolo di studio richiesto: il 14% in possesso di un diploma di scuola superiore, il 20% una qualifica o una formazione professionale, quasi il 2% laureato. Il risultato è che se l´edilizia e le costruzioni continuano ad essere il settore che assorbe più manodopera straniera (lo scorso anno la quota è stata del 14% sul totale delle assunzioni), il secondo posto è conquistato dai servizi operativi alle imprese (12,2%) e il terzo da alberghi, ristoranti e servizi turistici (10%). E se – ancora – l´industria dei metalli e quella tessile hanno sempre un robusto bisogno di personale (si sono concentrate rispettivamente il 7 e il 5,4% delle nuove assunzioni), l´extracomunitario approda con frequenza anche nei trasporti e attività postali (6,6%), nel commercio all´ingrosso (5,7%), nella sanità (4,5%), nei servizi avanzati alle aziende (2,9%), nell´informatica e nelle telecomunicazioni.
              Le statistiche della Camera di commercio forniscono anche uno spaccato geografico e aziendale della nuova occupazione. La regione che ne assorbe di più è la Lombardia, dove nel 2002 sono stati assunti oltre 33mila immigrati, il 20% del totale; seguono a ruota il Veneto (oltre 22 extracomunitari, il 13,5% del totale) e l´Emilia Romagna (quasi 19mila contratti, con una quota dell´11,5%). Debole invece il trend al sud, con il Molise fanalino di coda nazionale (vi è concentrato appena lo 0,7% dei nuovi contratti). Ad assumere, infine, sono soprattutto le imprese piccole e quelle di grandi dimensione. Il 38,5% dei nuovi contratti agli extracomunitari è stato fatto da aziende con un massimo di 9 dipendenti, il 25,4% è stato assorbito da altre che superano i 250 lavoratori.
              (fa.bo)