Il lavoro è sempre più nero

29/08/2011

Quadro allarmante sulla legalità nell`occupazione: 330 casi fuorilegge e 134 maxí sanzioni

Rimini – I dati che emergono dalle ispezioni effettuate nei primi sei mesi dell`anno dalla direzione provinciale del lavoro disegnano un quadro allarmante del mondo economico riminese, settore turistico in testa: oltre la metà, 201 per l`esattezza, delle 371 imprese controllate sono risultate infatti non a norma. E l`anno scorso la provincia, secondo dati questa volta dell` Inps, è risultata addirittura quella in regione con la percentuale più alta di violazioni verificate, pari all`83,9%. Ancora una volta a farla da padrone è il lavoro nero: su più di un lavoratore su tre (330 su 880) sono state infatti riscontrate quest`anno irregolarità. 134 le maxisanzioni comminate: in pratica una media di una pesante multa per ogni uscita dedicata agli accertamenti. Complessivamente sono stati 849.882 euro gli introiti recuperati fino a questo momento: continuando di questo passo si potrebbe arrivare a fine anno a superare addirittura la soglia di 1 milione e 600 mila euro. "Il problema dei lavoratori in nero è molto grave – dice Lora Parmiani della Cgil Rimini – anche perché il loro numero è aumentato e anche di molto rispetto all`anno scorso. E una piaga concentrata soprattutto nel settori dei servizi e nel turismo in particolare: se infatti nell`edilizia sono stati riscontrati 34 casi e nell`industria 18, nel terziario si arriva alla cifra record di 278, l`80% del totale. Le donne e gli stranieri sono le tipologie maggiormente interessate". Ai dipendenti totalmente in nero si devono poi aggiungere i 53 "in grigio", cioè tutto quel lavoro solo parzialmente regolato, dai contratti atipici a quelli registrati come part-time
ma con reale orario di lavoro full-time pagato fuori busta, dall`utilizzo in nero di lavoratori in cassa integrazione o in mobilità al lavoro "a chiamata". Proprio quest`ultimo è in forte aumento, soprattutto nel terziario: secondo dati del Centro per l`impiego relativi al primo semestre di quest`anno siamo a oltre il 30% degli avviamenti tra alberghi, pubblici esercizi e ristorazione. Nel solo settore turistico l`incremento è pari al 50% rispetto al 2010. "Ciò non deve stupire – spiega Mauro Rossi, segretario generale di Filcams Cgil – ci sono norme infatti che consentono al datore di lavoro di segnare le presenze effettive dei lavoratori entro il mese successivo. Questo consente, proprio col lavoro "a chiamata", di "nascondere" molte giornate lavorate senza grossi rischi, anche durante i controlli. Ci auguriamo però che si prosegua con forza anche nell`azione repressiva, strumento fondamentale per sconfiggere una piaga che diminuisce i diritti dei lavoratori e ne aumenta la precarietà". Proprio per favorire una maggiore sensibilizzazione sul tema è partita in questi giorni anche a Rimini la campagna della Filcams Cgil contro il lavoro nero nel settore del turismo. Sugli autobus saranno affissi manifesti con i recapiti del sindacato per denunciare eventuali violazioni.