Il lavoro cresce di più al Centro

25/03/2005
    venerdì 25 marzo 2005

    ECONOMIA ITALIANA MERCATI ITA – pagina 19

    Maroni presenta la relazione sull’occupazione: tra il luglio 2001 e fine 2004 creati 832mila nuovi posti

    Il lavoro cresce di più al Centro

      Fermo il Mezzogiorno e deludente il Nord Est Il tasso di disoccupazione è sceso dal 9,4 all’ 8,2 per cento

      ROMA • Sono 832mila i nuovi posti di lavoro realizzati tra luglio del 2001 e l’ultimo trimestre del 2004, pari mediamente a un incremento annuo dello 0,7 per cento. È questo il dato principale contenuto nella relazione sull’andamento dell’occupazione, presentata ieri al Consiglio dei ministri dal titolare del Welfare, Roberto Maroni, in cui si conferma anche il calo della disoccupazione dal 9,4% all’ 8,2% nello stesso periodo di riferimento.

      Il risultato positivo conseguito sul fronte della crescita occupazionale è tuttavia tutt’altro che omogeneo a livello territoriale e peraltro fortemente influenzato dalla regolarizzazione degli immigrati extracomunitari.

      La crescita dei posti di lavoro si concentra quasi esclusivamente al Centro e al Nord mentre nel Mezzogiorno si assiste a una sostanziale stasi dell’occupazione ( da luglio 2001 a dicembre 2004 ci sono stati solo 61mila nuovi occupati, ovvero lo 0,9% in più).

      Dalla relazione— che utilizza dati Istat e Eurostat— emerge, inoltre, che al di là della distanza del Sud anche nel resto delle Regioni si assiste a una crescita disomogenea. L’incremento occupazionale più rilevante si è realizzato al Centro; in quest’area la variazione è stata del 9,6%.

      Tradotto in valori assoluti significa e gli occupati sono cresciuti da 4,195 milioni a 4,596 milioni nell’arco del triennio, ovvero di 401mila unità che è il valore più alto in Italia. Buona anche la performance del Nord Ovest dove l’aumento dei posti di lavoro è stato di 307mila unità, il 4,8% in più rispetto a luglio 2001. Deludente invece il risultato del Nord Est: in quest’area l’incremento è stato solo dell’ 1,3% ( 63mila unità in più). Complessivamente gli occupati in Italia a fine 2004 hanno raggiunto 22,630 milioni di unità rispetto a 21,798 milioni registrati tre anni e mezzo prima.

      Nel documento presentato a Palazzo Chigi, Maroni ha sottolineato anche l’impatto sui diversi settori produttivi.

      In particolare, il ministero del Welfare conferma la crescita nel settore delle costruzioni in cui si registra un incrementio del 5,3% e dove — sottolinea la relazione — è elevata la presenza di manodopera immigrata. In crescita anche l’occupazione in agricoltura dove si registra un + 1,4% « soprattutto grazie agli indipendenti del Nord » . Positiva la performance del settore industria in senso stretto, dove l’incremento nel triennio è stato dell’ 1,3% mentre diminuisce, sia pure moderatamente nel terziario ( 0,1%).

      I nuovi posti di lavoro realizzati hanno interessato maggiormente i lavoratori indipendenti (+ 1,4%) rispetto a quelli dipendenti (+ 0,5%). Tuttavia, tra coloro che hanno un contratto di lavoro dipendente, a crescere di più è stata l’occupazione « standard » ovvero a tempo pieno e indeterminato (+ 0,8%) mentre si registra una netta flessione (1,9%) degli occupati a termine.

        Buoni i risultati sul fronte della disoccupazione. Per il terzo trimestre consecutivo si conferma infatti all’ 8,2% che in media annua significa l’ 8% e rimane perciò al di sotto della media Ue che invece registra un tasso di disoccupazione dell’ 8,9 per cento. In particolare, rispetto a luglio 2001, in Italia si assiste a un calo della disoccupazione che invece è cresciuta in Francia ( dall’ 8,4 al 9,2%) e in Germania ( dal 7,8 al 10%) mentre in Spagna è diminuita dello 0,2% rimanendo tuttavia sopra il 10 per cento. Tenendo conto della sola Europa a 15 la disoccupazione è passata dal 7,4% del luglio del 2001 all’ 8% della fine dello scorso anno.