Il gruppo Cremonini avvia il piano-ristoranti

27/11/2001



In Europa 60 steak-house – Il debutto a Legnano
Il gruppo Cremonini avvia il piano-ristoranti
Nicola Dante Basile
MILANO – Anche per il re della carne, Cremonini di Modena, vale il detto che un grande amore non si dimentica mai. Così dopo un digiuno durato un bel po’ di anni, da quando nel ’96 dovette cedere per opportunità finanziarie la ricca catena di 80 ristoranti fast food Burgy all’"acerrimo" nemico McDonald’s, il gruppo modenese torna al business della ristorazione. Lo fa con l’apertura di un locale "pilota" con insegna Roadhouse Grill che verrà inaugurato domani a Legnano: mille metri quadrati su due livelli con 250 posti a sedere, 40 addetti, dotato di american bar, sala giochi e spazi per il merchandising. La previsione di vendita è di arrivare a servire 110mila pasti l’anno, con un prezzo medio compreso tra 35 a 40mila lire: questo fa capire che non si tratta né di un fast food, né di una trattoria e non vuole essere nemmeno un ristorante di tipo classico. E infatti viene appunto presentato come «griglieria con piatti a base di carne», naturalmente fornita esclusivamente dal gruppo modenese. Che con il marchio Marr opera anche nella fornitura alberghiera di prodotti alimentari, che occupa 4.800 dipendenti e nel 2000 ha fatturato per circa 1,4 miliardi di . Il locale di Legnano è il primo di una serie che il gruppo presieduto da Luigi Cremonini ha intenzione di realizzare in tutta Europa e fa parte della joint venture con il gruppo statunitense Roadhouse Grill annunciata più di un anno fa (si veda «Il Sole-24 Ore» dell’11 luglio 2000), poi realizzata sul finire dello stesso anno e che vede gli italiani nella posizione di controllore con il 98,5%; gli americani hanno il restante e simbolico 1,5 per cento. Ma è chiaro che si tratta di un’alleanza funzionale al re della carne, che agisce da esclusivista per il Vecchio continente del marchio americano. Il quale vanta un’esperienza fatta di più di 70 locali di steakhouse in tutti gli States. Stando ai programmi annunciati da Modena, al locale "pilota" seguiranno nei prossimi mesi altre apertura per arrivare a 5 entro il 2002 in Italia. Nessuna indicazione viene data sulle restanti 55 aperture, che verranno fatte un po’ in tutta Europa e che a regime dovranno sviluppare un giro d’affari di 100 milioni di euro, oltre 190 miliardi di lire. La notizia, peraltro già annunciata, sarebbe alla base dell’impennata messa a segno ieri dal titolo Cremonini, risultato tra i più vivaci del listino di Piazza Affari avendo chiuso a 1,469 con una crescita del 6,37 per cento.

Martedí 27 Novembre 2001