Il grande intervento si copre meglio se si usa la contrattazione collettiva

21/10/2002




          20 ottobre 2002


          Il grande intervento si copre meglio se si usa la contrattazione collettiva

          POLIZZE – Bastano anche due addetti per azienda al fine di usufruire di condizioni speciali


          La prospettiva di un intervento chirurgico importante non è mai in cima alla lista degli eventi considerati possibili per il proprio nucleo familiare. Tuttavia, quando questo tipo di provvedimenti diventa urgente, si diventa terribilmente esigenti e impazienti e si vorrebbe potersi avvalere subito dei migliori professionisti. Per dribblare le liste di attesa e ridurre i disagi, ci si può avvalere di una polizza speciale, la cosiddetta "Grandi Interventi", che assume denominazioni e connotazioni diverse presso le varie compagnie assicurative che la offrono. Si tratta di un prodotto che molti lavoratori dipendenti e professionisti possono sottoscrivere come copertura opzionale in aggiunta alla copertura sanitaria offerta dalla propria cassa malattia: se la vedono offrire in busta paga dal datore di lavoro o proporre come facoltativa, insieme alla polizza rimborso spese per dentista e oculista e alla polizza long term care per la non autosufficienza. È poco conosciuta dal grande pubblico, un po’ snobbata, anche se molto utile in caso di spiacevoli eventi. Per questo motivo la "Grandi Interventi" viene venduta anche come copertura a sé stante a singoli assicurati o nuclei familiari che intendano dotarsi di una "carta di riserva" in caso di bisogno. Risulta comunque poco costosa se sottoscritta all’interno di un gruppo o di una categoria che superi le mille persone (nell’ordine di 50-100 € pro-capite). La prima cosa da valutare, volendo avvicinarsi a questa polizza, è capire se si può acquistarla tramite una cassa malattia o un fondo sanitario, vale a dire rientrando in una categoria di lavoratori o di professionisti. Non tutti sanno che è possibile accendere una polizza Grandi Interventi anche se la propria azienda ha solo due addetti: basta rivolgersi a un broker specializzato in prodotti per grandi gruppi (Assiteca, Willis, Marsh, Aon): le convenzioni già accese per gruppi industriali di grande dimensione possono essere estese anche alle piccole realtà, senza differenza di prezzo. E permettono di includere anche il datore di lavoro, se sprovvisto di copertura. È bene poi riflettere sul livello di servizio che ci si vuol garantire: visto che le prestazioni del Ssn divergono da regione a regione, si è pronti a viaggiare in tutta la Penisola e raggiungere le cliniche private migliori per ogni tipo di patologia e di intervento, oppure si cerca il meglio possibile nella sanità privata vicino a casa? Nell’uno e nell’altro caso è poi necessario verificare se tali cliniche siano convenzionate con una serie di società di servizio alle quali si appoggiano le compagnie assicurative. Il contratto va letto con calma, soffermandosi sulle voci rimborsi, scoperti, franchigie, esclusioni (per le patologie pregresse, conosciute o non dall’assicurato). In caso di sinistro, varie compagnie chiedono di anticipare (anche 80-100mila €) e poi chiedere il rimborso a posteriori, dietro presentazione di fatture e a fronte di una piccola franchigia. Altre società chiedono ai propri assicurati di farsi operare solo nelle strutture a convenzione diretta, pena fortissimi scoperti e franchigie. Va poi verificata la presenza o meno di condizioni che regolano la prestazione assicurativa, vale a dire il pagamento di spese per grande intervento anche all’estero, che raggiunge costi elevati. Corrado Pelagotti, responsabile area salute di Willis, consiglia di verificare che il contratto includa anche le spese per protesi (che possono costare care) e per eventuali riabilitazioni. E di tenersi una franchigia da pagare, piuttosto che uno scoperto: questo infatti spesso viene regolato percentualmente rispetto al massimale assicurato, mentre la franchigia è fissa. Infine, consigliano da Assiteca, attenzione alle false dichiarazioni in tema di disturbi preesistenti , specie se non si sottoscrive una polizza collettiva ma individuale. Nel primo caso le rivalse vengono spesso abolite, nel secondo no. Alcune compagnie hanno comunque eliminato del tutto la loro facoltà di disdetta nel primo anno: fra queste Austria, Axa, Lloyd Adriatico, Reale Mutua, Toro, Unipol e Unisalute.
          a cura di Katia Ferri