Il governo vara il Dpef

16/07/2001



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Il governo vara il Dpef
Misure su sanità e pensioni. Inflazione fissata all’1,7%
Oggi ultimo incontro con le parti sociali, poi il consiglio dei ministri. Si tenta di ricucire con i sindacati e si lavora alla manovra

ROBERTO PETRINI


ROMA -E’ oggi il Dpefday. Dopo giorni di polemiche questo pomeriggio il consiglio dei ministri che in mattinata incontrerà le parti sociali cercando soprattutto di ricucire con i sindacati dopo l’"incidente" dell’intervista televisiva di Tremonti varerà il Documento di programmazione economica per il quadriennio 20022005. Sanità, pensioni, mercato del lavoro, grandi opere, piano di riduzione delle tasse, ma anche i contorni della manovra di contenimento della spesa pubblica da varare per il 2001.
Deficit e manovra. Occhi puntati sulle variabili macroeconomiche e sulla cornice delle cifre. In prima linea il rapporto deficitpil che tendenzialmente quest’anno corre verso l’1,9 per cento e che il governo potrebbe impegnarsi a contenere entro lo 0,81 per cento previsto dal precedente esecutivo. In questo caso la manovra dovrebbe essere di circa 1 punto, pari a 20 mila miliardi, e sarebbe composta da un pacchettosanità entro luglio (56.000 miliardi), da 2.000 miliardi di tagli alle spese nei ministeri, e da circa 10 mila miliardi tra risparmi di cassa e competenza, privatizzazioni, cartolarizzazioni di crediti, dismissioni immobiliari.
Inflazione e contratti. Alla fine il dato dovrebbe essere dell’1,7 per cento: era questa la cifra più accreditata per il tasso d’inflazione del 2002, centrale per i contratti da rinnovare. I sindacati hanno infatti chiesto il 2,5 per cento mentre la Confindustria avrebbe preferito la vecchia stima del governo dell’1,2 per cento. Per quest’anno, con l’inflazione che corre ad un tendenziale del 2,8 per cento, non dovrebbero essere previste modifiche al programmatico del 2,3 e si conta su interventi di raffreddamento. Quanto alla crescita la vecchia stima del 2,4 per cento per il 2001 sarebbe riconfermata a politiche invariate, ma con uno scenario favorevole internazionale e il pacchetto dei «cento giorni» si potrebbe raggiungere il 2,52,6.
Devolution sanitaria. E’ uno dei punti cardine dell’azione del governo sul fronte della sanità: competenze di controllo e contrattazione integrativa per il personale medico e infermieristico passeranno alle Regioni. Gli acquisti di beni e servizi sanitari saranno centralizzati dalla Consip: le Regioni che acquistano altrove saranno rimborsate ma al prezzoConsip. Si prevedono sconti fiscali per le polizze sanitarie e per quelle finalizzate all’ assistenza agli anziani. Per i medici che scelgono l’intramoenia resta aperta la possibilità di cambiare idea e di ricontrattare la propria esclusiva. Ticket ancora nel mirino: ora si parla di congelare la riduzione da 70 a 23 mila lire che dovrebbe scattare dal 1° gennaio del 2002 di quelli sulla diagnostica.
Pensioni ad età libera. Salta il tetto dei 57 e dei 65 anni di età pensionabile. Si potrà restare a lavorare oltre questa età con sconti contributivi e certificando i propri diritti acquisiti in modo da evitare il rischio di trovare nuovi trattamenti al momento del pensionamento posticipato. L’intervento prevede anche l’estensione del sistema contributivo per tutti in modo da legare il maggior numero di anni lavorati con il maggior montecontributi versati. Confermata l’eliminazione del divieto di cumulo tra pensione e reddito con l’obiettivo di combattere il lavoro nero. Arrivano Fondi pensione e la liberalizzazione del Tfr.

Cacciatori di teste nel collocamento. Le società di lavoro interinale e quelle di ricerca e selezione del personale potranno fare attività di collocamento della manodopera senza limiti di contratto. Si profila un quadro di alleggerimento dei vincoli giuridici, da verificare con i sindacati, per contratti a termine, part time e tempo determinato. Recepita anche la direttiva europea sui contratti a termine.
Insegnanti "valutati". Rispunta l’ipotesi della valutazione degli insegnanti: legati alla valutazione ci saranno anche gli incrementi di stipendio. Circola con insistenza la voce della creazione di una agenzia di valutazione esterna al ministero. Nessuno ha però ancora detto con quali strumenti lavorerà e quali obiettivi si porrà.
Meno tasse. Le difficoltà di bilancio spostano in avanti la riduzione delle tasse , così come l’aumento delle pensioni minime ad un milione; le linee saranno comunque contenute nel Dpef: aliquota al 23 per cento per i redditi fino a 200 milioni, del 33 sopra i 200 e le società.
Privatizzazioni e grandi opere. L’obiettivo è di incassare 150 mila miliardi nei prossimi cinque anni con la vendita di immobili e con la privatizzazione delle municipalizzate. Via libera a grandi lavori con 180 mila miliardi di finanziamenti in cinque anni.